Una Guida per l’accoglienza e la prima assistenza dei Minori Stranieri non accompagnati

Prefazione di Sandra Zampa alla “Guida psicosociale per operatori impegnati nel l’accoglienza dei Minori Stranieri non accompagnati” a cura di Terre des Hommes per il Progetto Faro pubblicata il 9 luglio 2014.

Non c’è sbarco dei tanti cui assistiamo in queste ore che non faccia registrare l’arrivo di minori stranieri non accompagnati nel nostro Paese. Un fenomeno che sembra cogliere di sorpresa coloro che sono preposti a gestirlo e che, invece, era facilmente prevedibile dopo che, nel 2011, con la cosi detta “emergenza nord africa”, l’arrivo di giovanissimi migranti, soli, cominciava a farsi notare per la sua dimensione e, soprattutto, a rendersi analizzabile nelle sue ragioni di fondo. Per la loro provenienza e per le motivazioni che gli stessi minori hanno illustrato a chi li ha accolti e assistiti, potevamo immaginare che dai troppi conflitti e dalle troppe sofferenze personali e familiari, si sarebbero allontanati in tanti, alla ricerca di un futuro nei paesi d’Europa. Le statistiche ufficiali ci informano che sono circa 7000 gli arrivi che si contano ogni anno ma sappiamo ormai che il dato è sottostimato.

Ho conosciuto di persona il fenomeno dei cosiddetti msna (minori stranieri non accompagnati) proprio nei giorni dell’emergenza nord Africa quando, a Lampedusa, ho incontrato i fuggiaschi di quella “primavera” araba che per tanti si era trasformata in un gelido inverno di dolore fisico e morale. Da allora ho cominciato a occuparmene e, alla ricerca di misure e politiche adeguate, ho incrociato realtà diverse e ho potuto misurare i passi avanti nella gestione del problema.

La soluzione non è ancora arrivata ma se vede la luce una Guida pratica per operatori impegnati nell’accoglienza significa che la consapevolezza del problema è arrivata e che sensibilità e attenzione al tema non mancano. Lo testimonia anche l’impegno di Terre des Hommes che si è mobilitata e che con fondi privati sta in prima linea a fronteggiare il problema: ora con un servizio di accoglienza, attivo in Sicilia, e con “Faro”, un servizio di assistenza giuridico-legale ai minori stranieri non accompagnati attivato già nel 2011. Giancarlo Rigon, co-autore di questa Guida, che dovrebbe essere letta e diffusa da parte delle amministrazioni locali e dai Ministeri dell’interno e del Lavoro (cui fanno capo le deleghe in materia di immigrazione e di msna), si è occupato in prima persona, da specialista, dell’assistenza e del supporto psicosociale ai e alle poco più che adolescenti quando non veri e propri bambini sbarcati in Italia. Sa che portano con sé un fardello pesante di sofferenze incancellabili, di ansie, di sensi di colpa per essere sopravissuti o, semplicemente per non essere in grado di aiutare a distanza i familiari rimasti nel paese d’origine. Tra i superstiti del naufragio del 3 ottobre a Lampedusa c’erano anche 41 minori non accompagnati tra gli 11 e i 17 anni: la maggior parte di loro proveniva dall’Eritrea. Per imbarcarsi avevano dovuto attraversare Etiopia, Sudan, Libia senza adulti, subendo detenzione e violenze. Nel naufragio hanno perso quel che restava delle relazioni personali. Possiamo immaginare senza fatica quali tracce tutto ciò abbia lasciato nella loro anima.

Questa Guida rivela una grande verità: per integrare con successo i minori stranieri occorre accoglierli realmente e comprendere le ragioni che li hanno indotti al viaggio. Innanzitutto, dunque, occorre ascoltarli e sostenerli nella realizzazione del loro progetto. Hanno bisogno di essere rassicurati e al tempo stesso guidati. Per quello che ho conosciuto e compreso credo di poter dire che non attraversano a piedi “il mondo” per potere semplicemente avere un piatto di minestra e un letto. Vogliono lavorare e aiutare le proprie famiglie lontane. Molti non vogliono affatto restare in Italia ma coltivano l’obiettivo di raggiungere parenti già da tempo immigrati in altri paesi d’Europa: vogliono andare a vivere in Francia, in Danimarca, in Germania. Vanno dunque aiutati a compiere in sicurezza quell’ultimo tratto del viaggio che, ora, dopo l’entrata in vigore del Nuovo Regolamento Dublino III, è più facile da percorrere poiché le nuove norme sono di maggior favore nei confronti dei minori richiedenti asilo. Agli Stati membri è richiesto di mettere al primo posto l’interesse superiore del minore come criterio fondamentale nell’attuazione di tutte le procedure previste dal regolamento ed è richiesta una cooperazione volta a realizzare ricongiungimenti familiari anche con parenti di grado diverso dalla sola famiglia di origine, ad assicurare benessere e integrazione sociale e garantire sicurezza. Anche per questo è importantissimo che al momento del loro arrivo e nei giorni immediatamente successivi sia fornita ai msna tutta l’assistenza giuridico legale necessaria. Devono essere informati dei propri diritti e delle possibilità che l’Europa, di cui potranno diventare cittadini in futuro, offre loro. Ma, soprattutto, questa guida conferma l’idea che mi sono fatta osservando il fenomeno circa la necessità che accoglienza e prima assistenza siano predisposte tempestivamente.

E’ nei giorni immediatamente successivi agli sbarchi che si gioca tutto: la possibilità di aiutarli e integrarli evitando che fuggano a proprio rischio o, peggio ancora, che finiscano preda di traffici illegali, nella prostituzione, nella devianza o nel reclutamento da parte di criminalità organizzata. Ecco perché l’accoglienza deve essere svolta da professionisti e le Comunità devono essere sottoposte a controlli e monitoraggi in un contesto di corrette relazioni economico finanziarie. E’ evidente che se i fondi per l’accoglienza non arrivano a destinazione in tempi congrui continueremo ad assistere a un rimpallo di responsabilità tra comuni e ministeri, tra comunità di accoglienza e comuni con il risultato che sprecheremo non solo le risorse ma anche le vite di coloro che giungono in Europa per costruire una nuova vita.

Sandra Zampa

Vicepresidente Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza

 

 

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