I tre giorni che sconvolsero il PD

Che cosa è accaduto all’interno del Pd nei giorni dell’elezione al Quirinale? Come sono state accolte le candidature di Franco Marini e di Romano Prodi? Che significato ha avuto la bocciatura dell’ex premier Prodi? Si è trattato di un disegno politico o di un “caso” di indisciplina? Chi è stato colpito dal tradimento dei “101”? Quale giudizio e quale reazione si è prodotta tra i militanti, gli iscritti e gli elettori del centrosinistra?

Questo libro ricostruisce la dinamica dei fatti, ancora poco chiari, che si sono svolti a metà aprile scorso. Lo fa anche dando la parola agli elettori, ai simpatizzanti e agli iscritti che hanno gridato alto e forte la propria delusione.

La domanda cui cerca di dare risposta è: il Partito democratico è mai nato davvero?

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Dall’ Introduzione di Sandra Zampa, portavoce di Romano Prodi dal 2005, deputata dal 2008

<< “I tre giorni che sconvolsero il PD”, non è un saggio politico né un libro di storia. È un “instant book”, una rivisitazione ora per ora, giorno per giorno, di un passaggio cruciale della vita politica italiana più recente.

Un passaggio che, al di là dei suoi effetti immediati, segnerà ancora per lungo tempo la vita del Pd e del sistema politico nazionale. Un passaggio che attende ancora verità oltre che una sincera riflessione.>>

*

Dalla Prefazione di Federico Enriques, senatore durante il governo Prodi dal 2006 al 2008

<< In questo libro credo di avere trovato anche la risposta a una domanda che mi ha a lungo assillato: perché si è andati quasi consapevolmente, quasi a capo scoperto, contro una sconfitta prevedibile, senza neppure ricorrere a quegli espedienti (pure adottati da Sel: per esempio votare «R. Prodi») che talvolta si usano in questi casi. L’elezione di Prodi al Quirinale sarebbe stata una svolta politica di grande impatto innovativo solo passando attraverso un metodo nuovo, non compromissorio, slegato da piccole astuzie. Se si voleva vincere molto, si doveva giocare su un numero, non immiserirsi nell’angustia del rosso o nero, o del pari o dispari. Credo sia così anche per le prossime giocate della sinistra: restando nel piccolo cabotaggio al più si raccoglieranno per pochi mesi i cocci prodotti da altri, per aggiustare le cose e riperdere alle elezioni successive.

Grazie Sandra per queste pagine intelligenti, utili per capire come sono andate le cose: forse è stata una partita tra furbizia e intelligenza. Come spesso succede in Italia, ha vinto la furbizia. Ma alla lunga, come Paese, se vogliamo vincere o non perdere, sarà meglio affidarci all’intelligenza. >>

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Dalla Postfazione di Albertina Soliani, sottosegretario durante il primo governo Prodi, senatrice dal 2001 al 2013

<< Tre giorni appena ed è cambiata la storia dell’Italia. La svolta che poteva esserci non c’è stata, non si è voluta, e tutto si è risolto nel grande ritorno del passato. Giornalista, deputata, portavoce di Romano Prodi, Sandra Zampa ha vissuto dal di dentro, in stretto contatto con il mondo di fuori, le ore cruciali di quei giorni. Le ore delle scelte sbagliate, di quelle tradite, di quelle obbligate che hanno accompagnato l’elezione del capo dello Stato in uno dei tornanti più difficili della storia del nostro Paese.

Le racconta in queste pagine con parole asciutte, quasi senza commenti, con il senso del dovere della verità che si deve ai cittadini e ai propri elettori. Con l’angoscia nel cuore per il venir meno del Pd e dell’Italia. >>

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Hanno detto:

Il Corriere della Sera: “a forza di seminare indizi, il libro di Zampa di fatto consegna agli elettori un identikit molto plausibile di chi quel giorno tradì”.

Huffington Post: “Romano Prodi al Quirinale, le tre tre telefonate che bloccarono l’elezione al Colle. Il libro dell’ex portavoce Zampa”.

Lettera 43: “Retroscena: Romano Prodi e la bocciatura al Quirinale. D’Alema. Monti. Rodotà. Le tre telefonate che tagliarono fuori l’ex premier dal Colle. Nel libro di Zampa”.

Il Fatto Quotidiano: “In realtà i traditori nel Pd sono più di 101, perché so che alcuni grillini e un gruppo di parlamentari di Scelta Civica votarono per Prodi”

La Stampa: “Quirinale, le tre telefonate che affossarono la candidatura Prodi. Subito dopo l’ex premier disse alla moglie: «Non passerò»”

Libero: “Zampa (Pd): ‘A fucilare Prodi furono molti più di 101′. Zampa, portavoce di Romano, ricostruisce l’imboscata verso la corsa al Quirinale”.

Gad Lerner: “Nel segreto delle urne ci fu la bocciatura del padre fondatore dell’Ulivo, e la contemporanea fine della segreteria di Pierluigi Bersani”.

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