Renzi, sulle riforme qualità e mediazione sono più importanti della velocità

Zampa: “Renzi troppo veloce al partito serviva più confronto”

Intervista di Angela Cammarota a Sandra Zampa su La Stefani del 8 luglio 2014

Roma – “Non so se sono in grado di rispondere alle sue domande perché io e gli altri deputati non conosciamo l’ultima versione del testo che sarà portato in Commissione, il che già la dice lunga. Sarebbe stata ben accetta anche una semplice nota da parte del governo o del partito”. Così l’onorevole Sandra Zampa in un’intervista con La Stefani. “La riforma – asserisce la deputata dem – non riguarda soltanto i senatori, ma gli italiani prima di tutto, e ovviamente noi deputati”.

Onorevole, c’è chi osserva che Renzi usi il partito per affermare se stesso. Lei come la vede, il Pd sta diventando il partito di Renzi?

“Io non penso questo.Credo che gli italiani, con le elezioni europee, abbiano dato un consenso così grande a Renzi, al Pd renziano, situando in Renzi un interprete più autentico, più attendibile e questa credo che sia una cosa di cui noi dobbiamo prendere atto.”

Questo che cosa vuol dire?

“Una dose di personalismo ormai c’è sempre. Le primarie personalizzano inevitabilmente, non è più come prima. I partiti non sono più quello che erano un tempo. Ma un segretario così forte dovrebbe aggiungere alla sua forza un po’ più di lungimiranza, comprendere che interloquire con tutti, avere relazioni politiche pazienti è nel suo interesse e in quello del partito.”

A cosa può giovare la proroga di una settimana richiesta dai senatori dissidenti, dal momento che, comunque, la non elettività del senato non si tocca?

“A nulla, almeno sulla questione dell’elettività, è solo una settimana in più. Evidentemente loro sono sicuri che possa servire a qualcosa, a ulteriori slittamenti, ma io non saprei quali, lo dicano loro.”

A parte l’incontro con il premier che non c’è stato, con i senatori, invece ci sono state occasioni di confronto?

“Assolutamente no, di questa ultima bozza, il testo che andrà in Commissione, no. Penso che il metodo adottato dai proponenti della riforma sia stato affrettato. Credo che sia compito del governo proporre un confronto, e comunque certamente a livello di partito si poteva e si doveva fare un incontro. Bisognava avere un po’ più di pazienza, non capisco tutta questa fretta. E’ come se l’elemento del tempo fosse più importante di quello della qualità, e del confronto interno. Secondo me la velocità è una delle variabili importanti, ma pur sempre una variabile, non è la priorità, io la metterei al terzo posto”.

E cosa metterebbe al primo posto?

“Prima metterei la qualità. La velocità diventa prioritaria se è importante fare presto, però non è questo il caso: non stiamo morendo. Stiamo prendendo una decisione su un argomento per il quale ci siamo dati una scadenza lunga, fine legislatura, il tempo c’è, e impiegare 2 – 3 mesi in più non credo sia tragico. Sono d’accordo con Renzi sul fatto che dobbiamo darci delle scadenze precise, però, siccome abbiamo concesso tanto tempo a Berlusconi, agli accordi, penso che potevamo fare uno sforzo ulteriore e prenderci, se occorrono, un paio di mesi in più, quindi darci come scadenza, per esempio, ottobre o novembre”.

Quindi è stato dato troppo spazio al patto del Nazareno?

“Sicuramente avrei dato più spazio al confronto interno. Per esempio non credo che sia corretto che si apprenda dai giornali che l’immunità è stata reintrodotta. Sono il vice presidente di questo partito, penso che prima di prendere questo tipo di decisioni sia lecito porsi il problema di parlarne un po’ fra di noi”.

Quindi rileva scarsa comunicazione all’interno del partito?

“Confronto, non comunicazione. Un confronto diciamo stiracchiato”

Ma i numeri ci sono, o Renzi deve temere le defezioni dei senatori dissidenti?

“No. Sinceramente non mi sembra che Renzi abbia da temere”.

E i bersaniani cosa pensano di fare?

“Mi sembra che il dibattito sia più intorno all’Italicum, elemento che io personalmente vedo come un problema più grande. Faccio parte di quella stagione ulivista che chiedeva l’abolizione del bicameralismo, e questa legge elettorale l’ho votata per disciplina. L’unico punto positivo è che consegna un vincitore certo, ma ha dei problemi molto grandi come le liste bloccate.”

Invece sul versante 5 stelle?

“Le preferenze per me sono assolutamente inaccettabili, ma vedo che loro avevano già deciso di ritirarle. Penso che sia bene che vada avanti il confronto con il Movimento 5 Stelle perché se noi riuscissimo a dotarci di una legge elettorale che va bene a quasi tutte le forze politiche o che comunque raggiunge una mediazione tra diverse posizioni, credo che sarebbe uno straordinario successo. Se fossi in Renzi ragionerei più questi aspetti che sulla velocità.”

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