Inseguire i leghisti è un errore: a Bologna non faremo riaprire il CIE

Sandra Zampa: “A Bologna non faremo riaprire il Cie”
La vicepresidente del Pd e l’ipotesi di riattivare i centri di identificazione e espulsione: “Mi spiace che l’idea sia di un ministro del mio partito. Si tratta di posti disumani”

Intervista di Enrico Miele a Sandra Zampa su La Repubblica ed. di Bologna del 03 gennaio 2017

“Non permetteremo che via Mattei sia trasformato di nuovo in un Cie, faremo questa battaglia con Merola e la vinceremo assieme”. Per anni la deputata del Pd, Sandra Zampa, ha lottato in parlamento per far chiudere sotto le Due Torri il Centro di identificazione ed espulsione dei migranti, che dall’estate 2014 funziona come hub per l’accoglienza dei profughi. Per questo, si dice “sorpresa e amareggiata” dall’idea del ministro Minniti di aprire un centro in ogni regione: “Inseguire i leghisti è un errore, i Cie sono posti disumani“.

A distanza di tre anni, il Cie di Bologna potrebbe tornare funzionante. Se lo aspettava?

“Mi stupisce, verificherò questa ipotesi con un’interrogazione parlamentare urgente per capire se sia vera. Occorre ben altro dai Cie, che restano strutture inutili per gestire le politiche sull’immigrazione”.

Si parla di un Cie in ogni regione e ora in Emilia non ce ne sono.

“Se questa idea fosse confermata, servirà un lavoro parlamentare, assieme alla Regione e al Comune di Bologna, per scongiurarla. La riapertura del Cie sarebbe vissuta dai bolognesi come un atto grave. Poche cose in questi anni ci hanno visto uniti come la battaglia per la sua chiusura“.

Perché boccia questa ipotesi?

“Il Cie era un posto disumano, nel mio ultimo sopralluogo abbiamo trovato escrementi vicino alle stanze dove dormivano i migranti. Sono esperienze spaventose e indimenticabili”.

Il governo punta a raddoppiare le espulsioni. I Cie serviranno?

“Non sono efficaci, se abbiamo bisogno di identificare qualcuno pensiamo a posti umani, non a strutture detentive. I Cie servono solo a giustificare le lentezze della burocrazia sui rimpatri”.

Quali alternative propone?

“Per rendere efficaci i rimpatri servono accordi bilaterali con gli altri Paesi. Più che il pugno duro, usiamo la diplomazia. Dobbiamo rimpatriare chi delinque, non certo rinchiudere un padre di famiglia con il permesso di soggiorno scaduto”.

La proposta, però, nasce da un ministro del Pd, il suo partito.

Mi dispiace molto, a Bologna non permetteremo che riapra”.

Il sindaco Merola definì via Mattei, «il cuore di tenebra in una città medaglia d’oro». Appoggerà di nuovo la sua battaglia?

“Sì, e sono sicura che la vinceremo assieme“.

Il pm Valter Giovannini condivide la proposta del governo, spiegando che in questo modo “si prende atto della realtà”.

“Se Giovannini andasse a visitare un Cie si renderebbe conto che lì dentro la violazione dei diritti supera di gran lunga qualsiasi altro diritto”.

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