Ricostruzione del PD e unità del centrosinistra per guidare una stagione decisiva per l’Italia e per l’Europa

Il SENSO DELLA DEMOCRAZIA

Care amiche, cari amici,
in questi giorni e in queste stesse ore, si stanno svolgendo nei circoli gli incontri per presentare le mozioni dei tre candidati alla segreteria del Pd. Si ascolta, si discute, si vota. Ci si guarda in faccia, ci si conosce, si condivide se non la scelta del candidato, almeno la passione per la politica, che è il modo migliore per partecipare alla vita della propria comunità e del proprio paese.

Una bella differenza tra noi, impegnati a vivere in prima persona la democrazia, e il mondo dei “click” sulla tastiera di un computer, per altro con un numero esiguo di partecipanti e pure inutile dal punto di vista della finalità, visto che il “capo” può decidere che se il risultato non gli va bene, si cambia. È accaduto a Genova dove la scelta di coloro che davvero hanno pensato che “uno vale uno”, è stata stravolta dimostrando che “uno vale tutti” (e zitti sennò siete fuori).

LA MIA SCELTA

La mia scelta mi ha condotta a sostenere Andrea Orlando, attuale ministro della giustizia, che si candida in nome dell’unità del partito, dell’uguaglianza delle opportunità in un’epoca che registra disuguaglianze inaccettabili, e dell’adesione al progetto europeo dei padri fondatori. Uno stile gentile, lontano dalla rissosità che accompagna la politica, Andrea Orlando, si candida per avviare una fase nuova di ricostruzione del Partito democratico, per guidare questa stagione decisiva per l’Italia e per l’Europa. Lo stesso segno che ha accompagnato la messa a dimora dell’Ulivo prima e la nascita del Partito Democratico poi: l’unità del centro sinistra.

Unire i cittadini alle istituzioni e alla politica, la crescita all’uguaglianza, le persone e le generazioni. Solo un Partito Democratico davvero plurale, unito nelle sue diversità e forte della sua unità può essere il motore di una alleanza più ampia, allargata alle forze che si riconoscono nei valori del centrosinistra e condividono un programma di governo per cambiare il paese. Le sfide del mondo ci chiedono di agire con la responsabilità di chi ama la democrazia.

Oggi lo sforzo più grande è quello della coerenza: tra i valori, i programmi, il governo, la vita del partito, i comportamenti individuali e collettivi. Si è spezzato il legame della coerenza, si sono prodotte divisioni, sono aumentate frammentazione e sfiducia. Molto si è dissipato in questi anni, è tempo di un profondo cambiamento.È tempo di connettere, non di separare. È tempo di avere fiducia soprattutto mentre soffia il vento della paura.

IL NODO ELETTORALE

Andrea Orlando ha più volte indicato l’urgenza di affrontare il nodo della riforma elettorale. Anche io, assieme a molti altri colleghi, ho sottoscritto il suo appello alle forze politiche. Se c’è un dovere, un imperativo etico che il Parlamento ha nei confronti del Paese, questo consiste nel mettere mano alla riforma elettorale per evitare che l’Italia finisca in una paralisi politica totale all’indomani delle elezioni.

Sappiamo tutti che l’attuale testo di legge elettorale porterebbe l’Italia indietro di 25 anni e quando si torna indietro il cammino è quello triste degli sconfitti. Resto convinta della bontà del Mattarellum e ritengo che agli italiani debba essere garantito il diritto di sapere per quale governo votano quando si recheranno alle urne e di potere scegliere il parlamentare da eleggere in rappresentanza del proprio territorio.

L’EUROPA

Tra le migliaia di volti e bandiere che sabato hanno sfilato a Roma per il il 60° dei Trattati europei, Andrea Orlando c’era a rappresentare il partito democratico. Dobbiamo davvero manifestare il nostro europeismo e impegnarci perché l’Europa ritrovi al più presto la sua unità e la sua forza.

Il nostro modello di coesione e di democrazia è minacciato dai populismi e dai nazionalismi e abbiamo il dovere politico di difendere la nostra identità. Ma vi è anche un dovere etico nel nostro europeismo: l’Europa è sorta per guarire le ferite che le due guerre mondiali avevano provocato nelle nostre comunità e superare le divisioni tra noi in nome della solidarietà alla quale i padri fondatori si ispirarono.

E’ nostro dovere ritrovare quello spirito unificatore e proseguire sul cammino che i padri avevano tracciato perchè l’Europa torni ad essere la “casa delle minoranze”. Andrea Orlando ne è convinto:”Nel corso della sua storia lunga l’Europa è risorta molte volte. Lo diceva anche Altiero Spinelli, facendo il bilancio delle battaglie di una vita: “Bisogna sentire che il valore di un’idea, prima ancora che dal suo successo finale, è dimostrato dalla sua capacità di risorgere dalle sue sconfitte”. Oggi, a sessant’anni dai Trattati di Roma, è tempo che l’Europa risorga ancora.”

Prima di salutarvi un invito a partecipare alla Cena di autofinanziamento della campagna organizzata per il 1 Aprile alle ore 20 dal Comitato Bologna per Orlando. Trovate qui la locandina.

Io ho fatto la mia scelta e mi auguro che molti tra voi ne condividano le ragioni. A tutti noi auguro che queste primarie rappresentino l’occasione per un confronto sereno, ricco di contenuti e che poi, uniti, si possa insieme riprendere il nostro cammino. Per il bene del nostro Paese e del nostro partito, il PD.

Sandra Zampa
responsabile comunicazione
Mozione Andrea Orlando

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