Solo una buona affermazione di Orlando può arginare nuove uscite dal PD

mar 24, 2017 Categorie: Media ,Dai mass media
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“Iscritti con Matteo ma se lo sfidante regge potremo evitare altre uscite dal partito”
La prodiana Zampa “Lui è l’ unico argine”

Articolo di Andrea Chiarini su La Repubblica, ed. di Bologna, del 24 marzo 2017

“Non mi sorprende il risultato favorevole a Renzi in alcuni circoli, perché chi l’ ultima volta aveva votato per Cuperlo è andato via da tempo”. Quel che pensa Sandra Zampa, prodiana, vicepresidente del Partito Democratico, lo stanno pensando in tanti nella mozione Orlando, alla quale ha aderito pure la deputata. Un passaparola a caldo, più di una analisi politica. La sensazione di sentirsi minoranza di una minoranza che ha già detto addio.

Il partito è Renzi, gli “arrabbiati” hanno stracciato la tessera, la gara è su quanto consenso riuscirà a ottenere l’ attuale il ministro della Giustizia. In città e non solo. Ma qui il “ribaltone”, se si confermeranno i dati dei primi congressi in provincia, potrebbe avere conseguenze anche in Federazione. Anche se ogni ipotesi è al momento prematura. Quella della prodiana Zampa non è una resa, ma un’ autocritica spietata.

Curioso, tra i renziani c’ è chi per scaramanzia mette Bologna già in quota Orlando, mentre gli orlandiani sembrano ormai rassegnati alla sconfitta. Il gruppo dirigente Pd va da una parte, tutto compattamente orlandiano, la base, anche anziana, tifa per l’ ex premier. “Ma certo che è così, è un risarcimento per lo sconcerto provocato dalla scissione della Ditta, pensano “povero Renzi, come sei stato trattato”, incolpano Bersani ” dice la deputata.

E ora che succede? I prodiani guardano già al secondo tempo, alle primarie, al popolo dei gazebo – Romano Prodi ha annunciato che andrà a votare – sono concentrati sugli elettori in libera uscita, “quelli che non hanno la tessera da un paio di anni” e che potrebbero rafforzare, almeno questa è la speranza di Sandra Zampa, il ruolo di Orlando. Più dei congressi di circolo. Si punta al miglior risultato possibile nel campo aperto delle primarie.

“Perché sono convinta che solo una buona affermazione del candidato Orlando – dice Zampa – possa costituire un argine a nuove fuoriuscite dal Pd, anzi, possa convincere molti nostri elettori a rifare la tessera “. Una strategia di pesi e contrappesi per non lasciare il “tavolo apparecchiato” solo agli uomini di Renzi, per evitare nuove fughe e guardare alle prossime politiche dove l’ obiettivo del 40%, a sentire i prodiani, resta ancora lontano.

Mentre la vicepresidente del Pd guarda preccupata al crollo del tesseramento in Emilia, dimezzato in quattro anni, dal 76mila a 47mila iscritti. Un fenomeno che andrebbe di pari passo con il calo di affluenza – ad esempio alle ultime regionali – e che secondo Zampa dimostrerebbe l’ idea di un Pd sempre più leggero. Scelta che i prodiani contano di contrastare a partire dalle primarie del 30 aprile.

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