Una alleanza fra tutti coloro che hanno l’Europa come discriminante

“È un matrimonio d’ amore non d’ interesse Con Emma l’ intesa ci sarà”

Intervista di Paolo G. Breara a Sandra Zampa su La Repubblica del 02 gennaio 2018

ROMA «Ma è un matrimonio d’ amore, non solo di interesse! Dai, è impossibile che salti per ragioni tecniche, non ci voglio proprio credere», dice Sandra Zampa, prodiana di ferro ed ex vicepresidente del Pd.

Però le nubi sono nerissime: i radicali di “+Europa” hanno un piede fuori. Come se ne esce?

«Avendo fiducia che riusciremo a raccogliere le firme. Non possiamo farci spaventare da un problema tecnico. La soluzione si trova, il numero delle firme non è più un ostacolo difficile da superare, e da parte nostra c’ è impegno a aiutarli».

Il Pd rischia davvero di perdere un alleato con un nome pesante come Bonino?

«Sarebbe un grandissimo peccato. Per noi e anche per loro, e non solo nel senso meno nobile dei fini elettorali. L’ alleanza è nell’ interesse del Pd, ma anche delle istanze che la lista guidata da Emma Bonino porta avanti. Oltre al Pd non esiste in Parlamento nessuna forza squisitamente europeista e capace di esprimere un pensiero sull’ Europa simile a quello che ne ha Emma Bonino. Né a destra, dove Berlusconi ha idee incerte; né tra i 5 Stelle che sono tutto fuorché europeisti, e né alla nostra sinistra dove ci sono sbavature. Da noi non ci sono mai state incertezze o voci fuori dal coro: siamo convinti che gli Stati Uniti d’ Europa siano la meta.

La nostra è un’ alleanza nella sostanza, nel contenuto. Bisogna lavorare insieme, possiamo dargli una mano a raccogliere le firme.

Anche ammesso che non si riesca ad avere un’ interpretazione diversa, una circolare che vada nella direzione che loro auspicavano non entro nei dettagli tecnici, sono complicati, ma ripeto che questi problemi si superano con la politica».

E perché la politica non li ha risolti?

«La soluzione si trova se si fidano degli impegni assunti nei loro riguardi. A suo tempo avrei visto come ideale una lista unica, che riunisse Bonino a quel mondo prodiano e ulivista, e a socialisti e verdi confluiti in “Insieme”. Una grande lista per affrontare i principali sbarramenti all’ uno e al tre per cento».

Avete indicato questa soluzione?

«No, ma penso lo sarebbe stata. So che è una cosa cui Giulio Santagata (uno degli ispiratori di Insieme, ndr) teneva molto, e l’ ho sempre considerata intelligente. Detto questo, capisco il desiderio di autonomia rispetto a Insieme».

Il Pd resterebbe con Insieme e Margherita 2.0: dei possibili alleati, perdereste il più importante. Cosa avete messo sul piatto per evitarlo?

«Non ho fatto io le trattative, so che lavorare insieme per raccogliere le firme è tra le garanzie date. Per il resto, a Emma rivolgo un appello: è stata ministro del governo Prodi, sa che da un lavoro comune può venire solo del buono. Questo paese ha bisogno che tutti coloro che hanno l’ Europa come discriminante stiano insieme, perché sappiamo che è fortemente in discussione».

Non sarà proprio una questione politica? Non teme una fuga in altri schieramenti?

«Non ci penso neanche. Con chi ti metti? Con la Lega e con Fratelli d’ Italia? E non credo neanche si uniranno a Liberi e Uguali, no. Il Pd ha fatto di tutto, li ha corteggiati e ha dato risposte alla loro legittima preoccupazione di non riuscire a correre. E io sono ottimista».

Questo paese ha bisogno che tutti coloro che hanno l’ Europa come discriminante stiano insieme, proprio perché è in discussione.

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abc last gen 2, 2018 Categorie: Media ,Sui mass media
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