Una bandiera per l’ Europa che vogliamo #uneuropapernoi

gen 17, 2019 Categorie: Media ,Sui mass media
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“Una bandiera per l’ Europa che vogliamo”
Sandra Zampa Esponente del Pd, è stata parlamentare fino alla scorsa legislatura, nonché a lungo portavoce di Romano Prodi. E oggi raccoglie l’ idea del Professore di appendere una bandiera per l’ Europa il 21 marzo.

Intervista di Eleonora Capelli a Sandra Zampa su La Repubblica di Bologna del 17 gennaio 2019

“Restituire alla politica la capacità di emozionare significa riappropriarsi dei simboli e riscoprirne il valore. La bandiera d’ Europa è molto cara alla mia generazione, chi è più giovane deve capire che molte cose possono ora essere messe in discussione e questo farebbe la differenza”. Sandra Zampa si associa all’appello di Romano Prodi, che ha proposto di esporre alla finestra la bandiera blu con le stelle d’ Europa il prossimo 21 marzo, dicendo: “Pensate a come è stata importante la bandiera della pace quando ci fu la guerra in Iraq”. Un gesto semplice e diretto per comunicare la propria adesione al progetto di un’ unione europea di pace e colaborazione tra i popoli.

Sandra Zampa, come bisognerebbe procurarsi la bandiera d’ Europa da esporre alla finestra?

“Le bandiere per questa occasione arriveranno, ne sono certa, come anche le persone disponibili a distribuirle. Il 21 marzo potrebbe essere il primo giorno di una nuova primavera per noi, sia come cittadini italiani che europei. Se tanti risponderanno a questo appello, si potrà dare un bel segnale e mi ha fatto piacere che Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni e Carlo Calenda abbiano detto che sostengono la proposta”.

Perché secondo lei bisogna pensare a una manifestazione di affetto collettiva per l’ Europa?

“Le persone della mia generazione hanno avuto la fortuna di poter vendere la grande differenza di un’ Europa unita e senza muri, dove puoi andare da un Paese all’ altro con in tasca la carta d’ identità e le stesse monete che hai usato la mattina per pagare il caffé a Bologna le puoi usare ovunque. Chi è più giovane deve capire che molte cose possono essere oggi messe in discussione”.

L’ idea della bandiera serve per coinvolgere i più giovani?

“In un momento in cui la comunicazione politica deve viaggiare con grande immediatezza, trasmettendo nel modo più rapido un’ idea, esporre la bandiera risponde a queste esigenze. Però la complessità europea è molto grande, dopo l’ emozione bisogna trovare il modo di spiegare”.

In questi giorni la vicenda inglese legata alla Brexit sta catalizzando l’ attenzione, lei crede che i movimenti anti europei possano essere fermati?

“Abbiamo lasciato prevalere una narrazione che metteva l’ accento sulle cose che non funzionano o sbagliate dell’ Europa come la conosciamo oggi, ma la parte positiva è molto più grande, le persone devono aprire le orecchie. L’ invito arriva non a caso da Prodi che ha guidato l’ Europa in un modo per cui è stata sentita più vicina ai cittadini. Io lo ricordo durante un’ esondazione del fiume Elba, in Germania, con gli stivaloni di gomma nei campi allagati. L’ idea era che quello che succedeva in casa d’ altri riguardava tutti, nell’ ambito di un continenete coeso”.

Lei crede che oggi i più giovani si sentano cittadini europei? O sta prendendo invece piede un nazionalismo ostile all’ idea di comunità europea?

“Io credo in quello che Carlo Azeglio Ciampi non ha mai smesso di ripetere. Che ognuno di noi si deve sentire cittadino italiano e dell’ Europa, le due cose non sono in contrapposizione. Dobbiamo ora restituire quel senso di gioia che ci ha accompagnato quando abbiamo centrato l’ obiettivo, come Paese, di entrare nell’ euro. Le bandiere servono a riappropriarci di questo un progetto che non è concluso, c’ è ancora tanta strada da fare per fortificare l’ Europa. Ma intanto bisogna volerle bene”. –

 

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