L’Italia impari da Aung San Suu Kyi e dal suo impegno per la democrazia

ott 29, 2013 Categorie: Media ,Media ,Sui mass media
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Aung San Suu Kyi a Roma: insieme per la democrazia

Articolo di Sandra Zampa e Albertina Soliani su Il Sole 24 Ore del 29 ottobre 2013

E’ arrivata a Roma Aung San Suu Kyi, in visita ufficiale in Italia, la prima da quando è stata liberata dagli interminabili arresti domiciliari. La signora è una delle persone più amate del mondo, credibili e autorevoli, preziose per la democrazia e per la pace. La sua vita, forgiata dalla sofferenza, è identificata con il suo popolo, con la sua speranza nella democrazia. Una responsabilità gigantesca, assunta in anni bui e difficili, ora tutta rivolta al futuro.

Per questo, oggi, la sua visita è fortemente politica: il popolo birmano ha diritto alla democrazia, a uno Stato di diritto, a essere protagonista del suo destino, senza posti riservati per i militari, senza discriminazioni nei confronti di alcuno, e in primo luogo di Aung San Suu Kyi. Il cambiamento della Costituzione è il primo grande obiettivo politico se Myanmar vuole essere un Paese democratico, sapendo che solo con una autentica democrazia può essere realizzato lo sviluppo economico insieme al benessere sociale.

La leader della Lega nazionale per la democrazia, oggi a capo dell’opposizione parlamentare, è l’unica ad avere questa lucida visione del futuro. È il punto di equilibrio della Birmania oggi. Il suo popolo lo sa, il mondo intero lo sa.

Il tempo del cambiamento è questo. La popolazione del Myanmar ha davanti a sé dieci anni, prima di conoscere il fenomeno dell’invecchiamento, secondo le statistiche. Il futuro della Birmania si decide ora. I prossimi mesi sono cruciali, fino alle elezioni del 2015 che devono essere, come lei ha auspicato, «libere e giuste». Questo è il tempo di Aung San Suu Kyi, oggi leader politica e Ospite gradita. Leader dell’opposizione birmana, è al tempo stesso icona di libertà e figura chiave per le future riforme mani di governo.

La costruzione della democrazia, l’apertura al mercato, le risposte di giustizia ai contadini, la speranza dei giovani, la lotta alla povertà, la cessazione dei conflitti tra le etnie e le religioni: tutto in Birmania spinge a un grande cambiamento. I giovani lo reclamano. Solo chi ne ha la visione, la forza morale e spirituale, la vicinanza profonda al popolo può guidarlo.

Oggi è in visita in Italia la donna che è nel destino della Birmania. L’Italia, da sempre amica di quel Paese, può giocare un ruolo fondamentale nei rapporti bilaterali e multilaterali. Per il 2014 Myanmar ha già assunto la presidenza dell’Asean, e l’Italia assumerà la presidenza dell’Unione Europea nel secondo semestre del prossimo anno. La politica è globale, e lo è anche la democrazia. Si è aperta una nuova fase politica, e il Parlamento italiano lo ha ben compreso, approvando in questi giorni una risoluzione alla Camera e un ordine del giorno al Senato di sostegno alla transizione democratica in Birmania e al cambiamento della Costituzione.

Oggi, con la sua visita, Aung San Suu Kyi parla all’Italia, alla sua consolidata democrazia, come ha parlato in questi giorni all’Europa. Parla del futuro del suo popolo, non solo con la forza della sua testimonianza, ma con le ragioni politiche che, nella verità e nel dialogo, possano assicurare la democrazia e la pace. Vi è una grande continuità nella vita di Aung San Suu Kyi, nel mutare delle sue condizioni personali, tra la resistenza politica in nome della invocata libertà dalla paura e l’impegno suo di oggi per costruire nel suo Paese la democrazia. Sempre con la forza della spiritualità e della non violenza, i valori più grandi di cui oggi l’umanità può disporre. L’Italia ha molto da imparare.

Albertina Soliani e presidente e fondatrice dell Associazione interparlamentare Amici delia Birmania

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