Il ddl è fermo al Senato, ma ogni giorno le file dei piccoli migranti aumentano

Minori non accompagnati «Subito il sì alla legge»
Spinta “bipartisan” per l’approvazione del ddl. Zampa e Pollastrini (Pd): serve un largo consenso Finocchiaro: il governo c’è. Consensi anche da Fi e M5s

Articolo di Viviana Daloiso su Avvenire del 17 gennaio 2017

Minori stranieri. Il richiamo del Papa, l’appello di Mattarella «alla coscienza di ciascuno », i dati drammatici sugli arrivi e sulle sparizioni non bastano ancora per mettere l’emergenza in cima alle priorità del Paese. O almeno, non lo faranno finché il ddl approvato alla Camera alla fine di ottobre – «un atto di civiltà» secondo la maggior parte delle forze politiche, che lo hanno votato – resterà fermo ai “box” del Senato, in attesa d’esser discusso nelle varie commissioni. Lungaggini del bicameralismo, si dirà, ma l’impressione è che non tutti stiano schiacciando il piede sull’acceleratore.

Sul tema nelle ultime ore s’è mossa con forza il ministro per i Rapporti col Parlamento, Anna Finocchiaro: «Le cronache ci dicono ogni giorno che è necessario sveltire l’approvazione della legge sui minori non accompagnati – ha detto –. Siamo consapevoli che il provvedimento è di natura parlamentare, ma il governo seguirà con attenzione l’iter della legge e farà di tutto per rimuovere ogni difficoltà tecnica che ne rallenti la più rapida approvazione da parte del Senato». E il premier Gentiloni in persona avrebbe assicurato in più sedi il suo appoggio completo al ddl. L’esecutivo c’è, insomma, nonostante le indiscrezioni trapelate sulle novità del pacchetto immigrazione messo a punto dal Viminale denotino – per il momento – altre priorità. «Il ddl è e resta lo strumento necessario per affrontare il dramma dei minori soli, che sono i più vulnerabili tra i migranti» ricorda Sandra Zampa (Pd), vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.

Il riferimento è alle principali novità introdotte dalla legge: identificazione dei piccoli entro 10 giorni dal loro arrivo e permanenza nelle strutture di prima accoglienza non oltre 30 giorni (oggi se ne prevedono 60), inserimento in strutture dedicate, (non insieme agli altri migranti), accesso per tutti i minori al Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). E ancora l’istituzione di un albo di tutor personali che si prendano in carico i minori «e un incentivo all’affidamento familiare di questi ragazzi – continua Zampa –, un punto a mio avviso fondamentale». «Il nostro auspicio e la nostra aspettativa è che ci sia un largo consenso attorno al ddl proprio come è avvenuto alla Camera – spiega la relatrice della legge in Aula, Barbara Pollastrini (Pd), che proprio con Zampa oggi sarà protagonista di un convegno dedicato al tema – e che quello stesso consenso vada a sostanziare un progetto in Europa, di cui l’Italia si faccia capofila, che miri a risolvere il problema dei minori non accompagnati in modo più generale e decisivo».

Progetto fin troppo ottimistico per il Movimento 5 Stelle, che sostiene appieno il ddl ma che accusa governo italiano ed europeo del disastro minori: «I numeri duplicati degli arrivi e quelli vergognosi sulla tratta e sulla sparizione di questi piccoli – denuncia Giuseppe Brescia, capogruppo nella Commissione parlamentare d’inchiesta sui Cie e sui Cara – ci dicono che questa è la vera emergenza e che nessuno se n’è fatto carico, in un sistema di gestione dell’immigrazione che ormai fa acqua da tutte le parti ». Più tiepido, invece, il giudizio di Forza Italia, che confermerà l’astensione già manifestata alla Camera nonostante la convinzione generale «che un passo in questo senso vada fatto, e al più presto» spiega Elena Centemero, responsabile Scuola per il partito. Il ddl resta in attesa, mentre ogni giorno le file dei piccoli migranti soli aumentano.

preparato dal Servizio studi del Senato
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