Vent’anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Armenia

ott 22, 2012 Categorie: Parlamento ,In Parlamento

Vent’anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Armenia

Intervento di Sandra Zampa Presidente del Gruppo Parlamentare ‘Amici dell’Armenia’

Roma – Palazzo Giustiniani, 22 ottobre 2012

Prima di svolgere il mio breve intervento, nella mia veste di Presidente del Gruppo interparlamentare “Amici dell’Armenia”, voglio innanzitutto ringraziare il vicepresidente del Senato, senatore Vannino Chiti,  per aver messo a disposizione di questo nostro incontro la prestigiosa e bellissima sede di Palazzo Giustiniani. Un ringraziamento a quanti sono qui a celebrare con noi i vent’anni delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Italia. E un ringraziamento speciale all’ambasciatore Karapetian con il quale, fin dal suo insediamento, il Gruppo degli amici ha intrattenuto un rapporto intenso, ha avuto confronti, suggerimenti e sostegno e grazie al quale e’ stata resa possibile la nostra recente e bellissima visita in Armenia.

Dopo i ringraziamenti, voglio parlare delle responsabilita’. Ce n’e’ una in particolare relativa alla mia presenza qui in veste di Presidente: questa responsabilita’ e’ della senatrice Albertina Soliani che, diversi anni fa, insieme al senatore Franco Asciutti, ebbe l’intuizione di fondare questo Gruppo di amici, un gruppo piccolo eppure capace di produrre qualche buon come quello di concorrere a promuovere la maggiore conoscenza di un Paese che per profilo identitario ha importanti tratti in comune con noi- con l’ Italia e con l’ Europa-, e a rafforzare i legami d’amicizia.

Tra tutte le nazioni europee l’Italia e’, con la Francia, quella che ha avuto un rapporto privilegiato con il nobile popolo degli armeni. Fin dal Medio Evo essi sono stati presenti in vari modi nella penisola come attestano le loro molte tracce: iscrizioni, monumenti, toponimi, documenti d’archivio. Si pensi ai Padri mechitaristi dell’Isola di San Lazzaro a Venezia, punto di raccordo per la conoscenza della cultura armena in Italia e di quella italiana in Armenia.

L’Italia ha saputo accogliere generosamente i profughi del 1915 ed ospita una significativa comunita’ di armeni. Cito solo la comunita’ di Roma e quella di Milano. Questi suoi cittadini hanno concorso e concorrono oggi ancora al progresso e allo sviluppo del nostro Paese.

E’ anche a loro che dobbiamo dare tangibile segno della vicinanza tra l’Italia e l’Armenia, il paese che i loro progenitori hanno dovuto abbandonare a seguito di una diaspora determinata da eventi tragici. Tale vicinanza deve e puo’ esprimersi, come oggi su un quotidiano nazionale ci ricorda il Presidente della Repubblica d’Armenia, in due modi.

Da un lato un sostegno morale che consiste nel riconoscimento dello sterminio degli armeni di Turchia tra il 1915 e il 1916, e del diritto all’autodeterminazione del Nagorno-Karabak. Dall’altro il sostegno a sviluppare rapporti di scambio economico e commerciale tra Armenia e Italia, facendo conoscere alle imprese italiane le opportunita’ ad investire nel paese caucasico.

Noi stessi, amici dell’Armenia, abbiamo incontrato durante la nostra visita uno dei piu’ attivi imprenditori italiani in quel Paese che ci ha testimoniato la propria soddisfazione per la disponiibilita’ e la collaborativita’ del governo armeno nei confronti di iniziative imprenditoriali straniere.

Care amiche, cari amici, il futuro dell’Armenia e dell’Italia non puo’ che essere nello spazio europeo e nella concertazione internazionale anche e soprattutto per la soluzione dei grandi problemi tutt’ora aperti, a cominciare da quello del Nagorno-Karabak. A questo riguardo voglio informarvi che, al nostro rientro dalla bellissima visita in Armenia, ho depositato alla Camera dei deputati un progetto di legge per l’istituzione di una Giornata in ricordo del genocidio del popolo armeno.

Questa iniziativa, a che porta la firma di numerosi miei colleghi si e’ arricchita di nuove adesioni proprio nei giorni trascorsi a Yerevan ed e’ promossa da esponenti del centrosinistra e del centrodestra.  Il gruppo interparlamentare degli amici dell’Armenia si impegnera’ in tutte le sedi affinche’ cio’ si realizzi.  Siamo confortati in questo compito dal grande riconoscimento mondiale rappresentato dal Nobel per la pace che di recente e’ stato assegnato all’Unione Europea.

Un riconoscimento che accresce le nostre responsabilita’ politiche e l’impegno nostro di cittadini italiani ed europei di cui le comunita’ armene nei nostri Paesi sono parte significativa. Piu’ volte, nel passato,  l’Armenia ha guardato all’Europa riconoscendola come un interlocutore privilegiato ma restando delusa nella sua legittima aspettativa di solidarieta’ e aiuto.  Il Nobel per la pace ci offre una ragione ulteriore per rispondere oggi alle aspettative del Paese caucasico.

Non posso concludere senza un riferimento alla visita fatta in Armenia: ci ha sorpreso e commosso la straordinaria spiritualita’ del suo popolo, la ieraticita’ dei suoi paesaggi con le tante, splendide chiese rupresti. In una di esse abbiamo assistito ad un battesimo e ci ha colpito il canto di un piccolo ma straordinario coro che accompagnava la liturgia con arie antiche e popolari. Abbiamo anche colto i segni di un grande impegno per lo sviluppo economico e imprenditoriale del Paese: gli armeni sono pieni di voglia di intraprendere. Con queste considerazioni chiudo, consapevole che la conoscenza reciproca conduce all’amicizia e accresce la diffusione della pace tra i popoli.

 

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abc last ott 22, 2012 Categorie: Parlamento ,In Parlamento

Una replica a “Vent’anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Armenia”

  1. […] Paesi nei quali i diritti civili sono stati particolarmente calpestati. La preferenza si rivolge verso l’Armenia e verso la Birmania, nella persona di Aung San Suu Kyi, con la quale si è aperto un vero e proprio […]

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