Ecco cosa deve diventare il PD. Dall’Emilia Romagna una proposta operativa

PD. DALL’EMILIA LA CURA PER PRIMARIE MALATE, VALORIZZARE L’ALBO
DOCUMENTO DE MARIA-VASSALLO-ZAMPA-CALVANO: VERTICI SE NE OCCUPINO

(DIRE) Roma, 2 apr. – Primarie aperte e trasparenti: la cura alla malattia delle primarie arriva da tre esponenti democrat di Bologna. Andrea De Maria, Salvatore Vassallo e Sandra Zampa, che hanno sostenuto le tre diverse mozioni all’ultimo congresso nazionale del Pd, hanno costruito un documento unitario sulla forma partito “per dare piu’ forza al Partito democratico“.

In questo momento “abbiamo tutto il tempo per discutere in assemblea un documento che proceda alla ripulitura dell nostre norme interne, chiediamo ai vertici del partito – Orfini, Guerini e Renzi – di occuparsene”, sottolinea Zampa nel corso di una conferenza stampa alla Camera.

Il Pd e’ “un bene prezioso che va mantenuto trasparente e messo in sicurezza– continua la deputatavicina a Romano Prodi- se lasciamo che venga inquinato poi dovremo cedere a chi chiede chiusure”. Il laboratorio Emilia Romagna lancia la sfida: “dalla nostra regione arrivano le energie capaci di costruire un percorso e sollecitiamo il Pd a occuparsi di questo tema”.

De Maria spiega che il documento punta sulla valorizzazione del ruolo degli iscritti che “devono essere coinvolti nella discussione del partito in modo permanente e gli unici a poter eleggere il segretario regionale”. Allo stesso modo anche gli aderenti che votano alle primarie dovrebbero essere inseriti “in una rete di riflessione”.

Vassallo sottolinea l’importanza dell’elenco degli elettori delle primarie che “solo l’Emilia Romagna ha preso sul serio”.

Alla conferenza stampa partecipa anche Paolo Calvano, candidato unitario alla segreteria regionale dell’Emilia-Romagna che proprio dall’anagrafe degli aderenti ha deciso di partire “per stabilire un contatto con le persone e il territorio”. E’ proprio “la costruzione trasparente dell’albo degli elettori”, osservaCalvano, un punto che l’Emilia Romagna puo’ “sperimentare” e rilanciare poi a livello nazionale.

Sulle vicende che hanno turbato le primarie a livello locale con il voto controverso degli immigrati interviene Sandra Zampa che propone per gli stranieri “una iscrizione nell’elenco per tempo, magari un mese prima, anche per sapere in che numero parteciperanno”.

Inoltre, aggiunge, “i Comitati di Garanzia potrebbero intervenire prima e non sempre dopo, ad esempio direttamente al seggio quando si verificano contestazioni o emergono irregolarita'”.

De Maria ricorda che il documento non si occupa solo di primarie, ma propone “una messa a punto delle regole interne; dell’organizzazione, del radicamento e della formazione e una Conferenza programmatica da tenersi ogni anno”.

Un’altra iniziativa da mettere in campo, continua l’ex segretario del Pd di Bologna, e’ la possibilita’ di costituire “un gruppo di lavoro nella prossima Assemblea nazionale per discutere e approvare proprio un documento politico di indirizzo sull’organizzazione del Pd per semplificare e chiarire il quadro delle norme interne”.

Il Partito democratico, concludono De Maria, Zampa e Vassallo e’ “un’esperienza di successo che ha solo 7 anni di vita e deve restare un modello aperto, plurale, a vocazione maggioritaria, con una forte leadership nazionale e una struttura federale”. (Lum/ Dire)

Scarica la proposta operativa Per dare più forza al PD

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