Trovare soluzioni insieme. Chi provoca divisioni sparirà

Zingaretti_Conte_DiMaiojpg“Sono divisioni naturali, ma chi provoca sparirà”
Per l’ex portavoce di Prodi la coalizione deve trovare il tempo per confrontarsi sui vari punti. Certa che non ci siano troppe distanze, specie su determinati temi che interessano il Paese.

Intervista di Roberta D’angelo a Sandra Zampa su Avvenire del 8 dicembre 2019

Dopo anni di tagli, la Sanità ritrova “il segno più nella manovra. Ci sono due miliardi in più per il fondo sanitario e due miliardi per l’edilizia ospedaliera e per il rinnovo delle tecnologie, e si abolisce il superticket che vale dieci euro a prescrizione”. La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa (Pd, ex portavoce di Romano Prodi) è molto soddisfatta del lavoro di Palazzo Chigi e non si stupisce dell’approdo in Parlamento in modo rocambolesco: “Date le condizioni di partenza di questa maggioranza, ha del miracoloso avere prodotto una legge che riporta soldi alle famiglie”.

Il testo è arrivato alle Camere tardissimo. Ora i tempi sono strozzati.

Le difficoltà che stiamo scontando sono quelle di una maggioranza complessa. Non abbiamo avuto il tempo indispensabile per mettere a punto un programma. In Germania la nascita della maggioranza è stata preceduta da sette mesi di confronto. Noi non ce lo siamo potuto permettere e in una settimana abbiamo dovuto stringere un accordo. È evidente che ogni volta ci dobbiamo misurare sulle singole cose.

Zingaretti_DiMaioPer lo stesso motivo un anno fa il Pd accusava la coalizione giallo-verde…

No, le cose erano ben diverse. Noi siamo partiti molto tardi, perché ci siamo ritrovati a fare un governo al limite del tempo massimo per le misure economiche e con l’Iva da sterilizzare.

Il giorno dopo che Palazzo Chigi ha varato le misure, i singoli partiti le hanno smantellate.

Questo è sicuramente un male. Sono state alimentate le tensioni e anche l’informazione ha marcato più le divisioni. Ma se noi guardiamo in faccia i problemi del Paese, disarmandoci, le cose si fanno, come avvenuto finora al ministero della Salute. Qui siamo tre componenti dei tre partiti con cui è nato il governo e non abbiamo avuto un solo attimo di divisione. L’unità nasce dalla volontà di trovare le soluzioni insieme.

Non si può negare che spesso ci siano visioni opposte nella coalizione.

Dipende. Sono stata ieri a un incontro dei tutori volontari, nati con la legge 47. Quella legge la approvammo nel 2017 con tutti i partiti oggi al governo. Questo è il metodo con cui dobbiamo stare insieme, e cioè alla ricerca di ciò che ci unisce e non delle divergenze, senza enfatizzare la diversità. Un esempio: ho partecipato a un tavolo in cui sono stati messi in luce i limiti e i pregi del rei e del reddito di cittadinanza. Perché non avere il coraggio di fare il tagliando e mettere a punto uno strumento di lotta alla povertà? Sono talmente tanti i problemi ereditati dalla destra. Bisognerebbe intervenire sull’occupazione, la scuola, le infrastrutture…

RenziLe infrastrutture con i 5s? Renzi e Di Maio non nascondono mica le distanze di vedute.

Dall’esperienza del governo Prodi, di cui sono stata osservatrice privilegiata, essendo capo della comunicazione, ho imparato che enfatizzare le identità e le differenze non porta consenso. Quelli che fecero cadere quell’esecutivo, politicamente sono scomparsi tutti. Lo ricordo a tutti quelli che oggi vogliono mettersi in mostra…

È un avviso?

Sì, a chi provoca. Credo che per esempio Renzi lo sappia benissimo, perché allora era nella Margherita.

 

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