Senza il complotto contro Prodi avremmo affrontato la crisi in piedi e non sdraiati

Senza quel “no” a Prodi l’Italia sarebbe diversa

martelloIntervista di Michele Esposito a Sandra Zampa su ANSA del 08 luglio 2015

ROMA. – Senza quel ‘no’ alla fiducia del governo di Romano Prodi oggi l’Italia sarebbe diversa, meno segnata dal populismo e della crisi economica del 2011. A dirlo, contattata telefonicamente dall’Ansa, è la deputata Pd Sandra Zampa, che il 24 gennaio del 2008, la data chiave del processo per la compravendita dei senatori oggi conclusosi in prima istanza con la condanna di Silvio Berlusconi, era capo ufficio stampa della presidenza del Consiglio.

E nei ricordi di Zampa è ancora evidente “lo sfilacciarsi progressivo” dell’esecutivo dell’allora leader de L’Unione. Nelle ore precedenti al ‘no’ di Palazzo Madama alla fiducia, “arrivavano telefonate dei componenti del partito di Mastella che piangevano e urlavano”, qualcuno affermò “di sentirsi minacciato perché si voleva che votasse contro” il governo, racconta Zampa sottolineando la “sofferenza” di quei giorni.

“Le voci arrivavano, quelle sui tentativi di passaggio” all’opposizione, “quelle delle offerte ricevute” e a queste si mescolava la “fibrillazione politica di coloro che, anche in buona fede, non aveva capito cosa c’era in gioco”, prosegue la deputata Democrat rammaricata soprattutto per l’interruzione di un progetto che, a suo parere, avrebbe portato oggi ad un’Italia diversa permettendole di affrontare la crisi economica “in piedi e non sdraiati”.

Ma quei giorni, per Zampa, sono anche lo spunto per una riflessione sui danni della legge elettorale di allora, il Porcellum. Danno prodotto sul metodo di selezione della classe dirigente che, ancora oggi, “resta un problema non risolto”, osserva la deputata tra coloro che, nel maggio scorso, non parteciparono al voto di approvazione dell’Italicum a Montecitorio.

(Di Michele Esposito/ANSA)

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