“Caccia al milionario? Ma mi faccia il piacere!” Le donne sono il più potente motore della crescita mondiale

mar 21, 2008 Categorie: Campagne elettorali ,Campagna 2008
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Come sposare un milionario, con Marilyn Monroe

“Siamo precari, cerchiamo milionari da sposare”. Lo striscione -un’ironica risposta all’inelegante gaffe berlusconiana di qualche giorno fa- campeggiava l’altro ieri in piazza a Pavia, sul palco Veltroni.

Il leader Pd ha risposto con una promessa: l’istituzione del compenso minimo garantito subito, in caso di vittoria.

La ricetta di Silvio Berlusconi al problema della precarietà (“Le consiglio di cercare di sposare mio figlio o un altro milionario”, aveva risposto a una giovane nello studio del Tg2) era tornata in mente anche a me, nelle stesse ore.

Sotto gli occhi il Rapporto Ires-Cgil sul lavoro atipico in Italia. La precarietà, nel nostro Paese, è tinta di rosa.

L’instabilità lavorativa colpisce infatti soprattutto le donne: la metà delle ragazze fino ai 24 anni (per i ragazzi la percentuale si ferma al 39,7%), più di un quarto fino ai 34 anni (contro il 15,5% dei coetanei).

Un divario che non diminuisce con l’avanzare dell’età. Donne che subiscono una condizione di instabilità lavorativa con una ricaduta diretta sulle scelte di vita. La maternità e la precarietà -lo rivela lo studio, si può constatare nella realtà- sono difficilmente conciliabili. E i figli trovano spazio in età sempre più avanzata.

Ma anche la disoccupazione, in Italia, è tinta di rosa.

Nel marzo 2000 i paesi europei hanno fissato il cosiddetto “obiettivo di Lisbona“: 60% di occupazione femminile entro il 2010. Siamo tristemente indietro: siamo a quota 46,3% (per non parlare del solo Sud, dove il tasso di occupazione crolla al 34,7%), la media europea è del 58%. Non sono solo numeri. Sono potenzialità e competenze sprecate.
Le donne italiane non si accontentano di dare la caccia a un milionario, come suggerito dal leader PdL.

Hanno titoli più elevati ma hanno minori occasioni di lavoro (i laureati in Italia sono soprattutto donne, ma a ciò non corrisponde una maggiore occupazione).
Hanno titoli più elevati ma guadagnano meno.

Eppure, è oramai riconosciuto, un ruolo attivo delle donne nel mondo del lavoro comporta maggiori possibilità di innestare un processo virtuoso di sviluppo dell’economia con ricadute significative anche in campo demografico.

Il governo Prodi aveva cominciato a mettere precarietà e politiche di genere tra le priorità. Bisogna procedere con sempre più forza. Una strategia nazionale fatta di incremento della produttività, lotta alla precarietà, sostegno all’occupazione femminile.

Come ha sottolineato anche il prestigioso Economist, “le donne sono ora il più potente motore della crescita mondiale“. L’occupazione delle donne è allora davvero salutare per l’economia. Il settimanale inglese, per l’occasione, ha coniato anche un neologismo: si chiama “womenomics“. Cosa aspettare per un futuro più roseo?

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abc last mar 21, 2008 Categorie: Campagne elettorali ,Campagna 2008
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