Eco ci ha fatto amare l’immensa libertà del pensiero e della ricerca

In ricordo di Umberto Eco

Intervento di Sandra Zampa in apertura dell’Assemblea nazionale PD del 21 febbraio 2016

Ricordare Umberto Eco è un privilegio e un onore ma al tempo stesso una sfida quasi impossibile per la complessità della sua personalità e la vastità della sua opera. Sono certa che sarebbe felice di sentire citare le parole del magnifico rettore dell’università di Bologna, perchè l’accademia per il professor Eco, è stata una passione vera:  “profondo e acuto – lo ha definito ieri il rettore Francesco Ubertini-  l’ultimo grande poligrafo, che ha saputo abbracciare la totalità del sapere e che ci ha insegnato che per sovvertire i linguaggi occorreva prima di tutto conoscerli”.

Ricordare Umberto Eco è un privilegio e un onore ma al tempo stesso una sfida quasi impossibile per la complessità della sua personalità e la vastità della sua opera. Sono certa che sarebbe felice di sentire citare le parole del magnifico rettore dell’università di Bologna, perchè l’accademia per il professor Eco, è stata una passione vera:  “profondo e acuto – lo ha definito ieri il rettore Francesco Ubertini-  l’ultimo grande poligrafo, che ha saputo abbracciare la totalità del sapere e che ci ha insegnato che per sovvertire i linguaggi occorreva prima di tutto conoscerli”.

Con Eco scompare un genio della versatilità, che ha a saputo spaziare dal romanzo all’esegesi filosofica: è stato semiologo, filosofo, esperto di mass media, narratore e docente, amato e stimato dai suoi allievi.

Ricordo di Umberto Eco all’Assemblea nazionale PD from Sandra Zampa on Vimeo.

Per chi come me vive a Bologna la sua scomparsa corrisponde alla perdita di una parte fondamentale della vita stessa della nostra antica Università​ ​dalla quale aveva ricevuto​,​​ nel giungo scorso, ​ il Sigillum Magnum​. ​Eco ha contribuito, in modo del tutto eccezionale, a far conoscere ed apprezzare in tutto il mondo​  l’università di Bologna.​ ​Come ha detto Ivano Dionigi, già Magnifico Rettore dell’ateneo felsineo, “molti sono i docenti che hanno tratto prestigio dall’Alma Mater. Eco invece ha dato prestigio alla nostra Università verso la quale si è sempre rapportato con grandissima generosità”.

Tutta la comunità scientifica, nazionale e internazionale oggi lo ricorda come un pensatore tra i più raffinati, scrutatore attento e sottile analista dei comportamenti umani. Il suo impegno accademico, unito alla sua passione per la conoscenza si sono riversati in una copiosissima attività editoriale.  Ha partecipato sempre alla vita culturale del paese, ha lavorato perché sapere e conoscenza arrivassero a tanti e tanti, mai privilegio di pochi, e ha saputo opporsi con coraggio alla massificazione del pensiero e del comportamento di una “società liquida” che fa seguito “al crollo delle ideologie, delle memorie, delle comunità in cui identificarsi”, una società presa “dall’ enfasi dell’apparire”. Ha preso parte intensamente alla vita politica e civile del suo paese.

Nei giorni dell’Ulivo sognò con noi un tempo nuovo e in anni successivi, visto che quel tempo era stato interrotto, rivendicò il diritto/dovere a difendere l’onore dell’Italia che lui faceva coincidere con il proprio e infine, quasi ieri, si impegnò a far nascere una nuova casa editrice per garantire quella libertà dell’espressione del pensiero senza di cui non c’è sapere.

Uomo generoso e ironico, è stato un vero Maestro per i suoi allievi i quali, in queste ore scrivono: “sbaglia chi pensa che Umberto Eco se ne sia andato. Il professore è vivo, è ancora con noi, è sempre con noi. C’è nelle migliaia, no, decine di migliaia di testi che ha prodotto e sono sparsi in tutte le lingue e in tutto il mondo: libri, articoli, video, audio, testimonianze, interviste, documenti.”
È  davvero in errore chi pensa che la sua eredità culturale non continuerà a far crescere il seme del dubbio​, ​la passione per la ​ricer​c​a​ e​ l’amore per la fatica dello studio in migliaia di ​nuovi ​giovani studenti.

Chi pensa che con la sua scomparsa si possa per sempre accontonare l’enigma racchiuso nella frase del romanzo che lo ​ha ​reso noto in tutto il mondo: “Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”, non ha compreso questo vero Maestro non solo di conoscenza, ma di curiosità per il Sapere. Eco ci ha fatto amare l’immensa libertà del pensiero e della ricerca. Ha reso onore al proprio paese nel mondo. Di questo non lo ringrazieremo mai abbastanza.

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abc last feb 21, 2016 Categorie: Territorio ,Sul territorio
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