Coronavirus: la nostra vita sarà diversa fino al vaccino o a una terapia efficace

covid19«Pio Albergo, l’inchiesta sarà veloce In futuro non potrà accadere ancora»
      
Intervista di Gigi Di Fiore a Sandra Zampa su Il Messaggero del 18 aprile 2020

Sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, lei segue le riunioni del comitato tecnico-scientifico sull’emergenza coronavirus. Avete già le idee chiare sulla fase due?

«Dobbiamo essere innanzitutto consapevoli che siamo ancora nella fase uno. Stiamo predisponendo un piano per la scadenza fissata il 4 maggio. Un piano su cui lavorano esperti epidemiologici, per elaborare i livelli di sicurezza da attivare».

Cosa significherà?

«Il 4 maggio non ci saremo certo liberati del virus. Questo avverrà solo quando sarà trovato un vaccino o una terapia efficace e certificata. Significa che dovremo attenerci a nuovi comportamenti, individuali e collettivi, virtuosi. Finora, gli italiani sono stati bravi, tutti sono stanchi dell’isolamento ma dobbiamo sapere che, con modalità diverse, dovremo continuare con altre rinunce».

Quali saranno gli stili di vita dal 4 maggio?

«Non potremo certo tornare alle modalità di aggregazione del passato. Niente bar con gente in contatto, niente concerti, cinema, teatro, stadi con spettatori vicini. E neanche autobus e altri mezzi di trasporto affollati. Anche nei ristoranti bisognerà trovare nuove regole di distanziamento. E poi le mascherine e i guanti, specie sui mezzi di trasporto pubblico. Il distanziamento di sicurezza sarà la prima regola».

Ci saranno altre indicazioni?

«Sì, la famosa app, su base volontaria, per tracciare i contatti eventuali con contagiati, Speriamo siano in tanti a utilizzarla. Poi l’avvio dei test sierologici, sapendo che non sono garanzia di immunità ma verifiche per conoscere lo sviluppo di anticorpi. Partiremo da 150mila campionamenti in grado di fornire una prima fotografia della situazione nel Paese. Tenga presente che, secondo i tecnici, l’85-90 per cento degli italiani non è mai venuto in contatto con il virus. Una percentuale che fa ben sperare».

Il settore sanitario sta attrezzando ulteriori interventi?

«Pensiamo a dei Covid hospital, strutture mirate che consentano di liberare gli ospedali per cure e patologie trascurate a causa dell’emergenza coronavirus.
Un ritorno alla normalità. In questo periodo, abbiamo incrementato dell’80 per cento le terapie intensive ed è un buon risultato. Per ora, l’unico criterio certo da seguire è il distanziamento, come modo di vivere individuale. I tamponi non assicurano l’immunità, accertano solo il contagio. Ci sono alcuni kit di tamponi in vendita non attendibili».

Cosa ha accertato l’indagine ministeriale sul Pio Albergo Trivulzio?

«È ancora in corso. Stanno arrivando i documenti richiesti. Fisicamente era sul posto solo il comandante dei Nas. Gli ispettori erano collegati da remoto. L’indagine ministeriale è indipendente dall’inchiesta della magistratura che va per conto suo, come è giusto che sia. Trarremo conclusioni in tempi brevi, sul Trivulzio e altre strutture. Credo che l’infezione nelle Rsa sia arrivata dall’esterno e l’isolamento deve essere la regola».

Non si rischia di penalizzare e isolare ancora di più gli anziani, nei modelli di isolamento che ci aspettano?

«Sappiamo che il virus è più pericoloso in situazioni legate all’età e a patologie pregresse. Gli anziani vanno tutelati, ma devono sapere che ad esempio non sarà possibile abbracciare i nipotini. Le famiglie, poi, non potranno fare affidamento su di loro come prima, nella gestione dei bambini. Ma gli anziani avranno bisogno di camminare, prendere aria, per la loro salute e andrà fatto con prudenza, contando su un sistema di medicina di base che prenda in carico direttamente i pazienti in situazioni meno gravi».

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abc last apr 19, 2020 Categorie: Territorio ,Sul territorio
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