Giovani donne e popolazione: il motore dimenticato dello sviluppo

Sandra Zampa al G8/20 Global Parliamentarians Summit on Girls and Population: the forgotten drivers of development.

L'On. Sandra Zampa al G8/20 Global Parliamentarians Summit on Girls and Population: the forgotten drivers of development.

In occasione della Conferenza internazionale dei Parlamentari in vista dei prossimi G8/G20 (Global Summit of Parliamentarians ahead of 2011 G8/G20) dedicata al tema “Donne e popolazione: le leve dimenticate dello sviluppo” (Girls and Population: the forgotten drives of development) che si è si è svolta a Parigi dal 16 al 17 maggio, sono stata invitata ad intervenire con un contributo alla discussione. Trovate quindi qui di seguito la traccia del mio intervento. Sono solo alcuni degli elementi che poi sono stati sviluppati nel corso della discussione.

S.Z.

Giovani donne e popolazione: il motore dimenticato dello sviluppo

Intervento dell’onorevole Sandra Zampa, deputata del Partito Democratico, Italia, alla Conferenza internazionale  dei Parlamentari in vista dei prossimi Summit G8/G20

16/17 Maggio 2011, Assemblea nazionale, Parigi, Francia

A causa dei tagli adottati progressivamente e in misura crescente dal governo Berlusconi, la cooperazione internazionale non ha più in sostanza una copertura finanziaria sufficiente. Si pensi che l’intero bilancio del Ministero degli Affari Esteri è pari allo 0.4% del bilancio dello Stato.

L’Italia non ha inoltre versato le quote dovute al “Fondo globale per la lotta all’AIDS e alle altre pandemie” né nel 2009, né nel 2010 e nel 2011. L’ultima rata è stata versata dal governo Prodi nel 2008.

Per ciò che attiene il contributo dell’Italia in favore della cooperazione allo sviluppo, la direzione generale del Ministero degli Affari Esteri, al netto dei tagli,  dispone di circa 80 milioni di euro. Dai 300 milioni al di euro stanziati per le politiche multilaterali del 2008, si è passati ai 40 milioni di euro del 2011.  Ciò significa che l’Italia non è più presente negli organismi multilaterali.

La ripartizione dei fondi è indicata nelle linee guida che hanno adottato una rimodulazione delle percentuali a favore del Medio Oriente, elevando al 30% l’ammontare complessivo dei fondi per la cooperazione internazionale a scapito delle quote destinate ai Paesi asiatici fissata al15%, all’America latina e ai Caraibi fissata al 13% e a quelle destinate all’Africa che dal 50 sono passate al 42%.

Tra le note negative va registrata la chiusura, avvenuta da oltre due anni, dell’ufficio di cooperazione italiano a Bruxelles. Ciò ha naturalmente un particolare rilievo negativo nella definizione delle nuove politiche europee per il Mediterraneo. Negativa anche l’ ulteriore riduzione del numero dei Paesi in cui l’Italia è presente con uffici di cooperazione allo sviluppo.

Le priorità sono attribuite ai settori che emergono nel contesto del G8 e del G20: sicurezza alimentare, salute, ambiente e acqua. Di particolare importanza la cooperazione nei settori trasversali: le politiche a sostegno delle donne e dell’empowerment femminile. In questo contesto si è inserita la crisi internazionale determinata dalle rivolte in corso in alcuni Paesi della sponda sud del Mediterraneo: Egitto, Tunisia, Libia. Tutti auspichiamo che i cambiamenti in corso siano “democratici”.

E’ certo che quei processi creano forti aspettative nelle popolazioni interessate nei confronti dell’Italia e dell’Europa e, al tempo stesso, potrebbero rappresentare una forte opportunità per la nostra stessa crescita.

Un ruolo speciale lo hanno avuto le donne e un aiuto speciale andrebbe assicurato alle donne. Un’emergenza, nell’emergenza, è rappresentata dalla presenza e dal coinvolgimento di donne adolescenti e bambine nei flussi di immigrazioni. Le testimonianze raccolte dalle giovani sbarcate a Lampedusa sono drammatiche per ciò che riferiscono circa le violenze subite e le scadenti condizioni dell’accoglienza (promiscuità e rischio di malattie).

Occorre uno sforzo straordinario anche nei confronti di Bruxelles, affinché investa consistenti fondi in favore di politiche di crescita in quei Paesi con una specifica destinazione alle politiche di sviluppo mirate alle donne, in campi quali l’istruzione, il welfare e il mercato del lavoro.

La dichiarazione comune a conclusione dell’incontro

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