Celebriamo la giornata per l’infanzia con un impegno concreto

XVII LEGISLATURA – Resoconto stenografico dell’Assemblea

Seduta n. 121 di martedì 19 novembre 2013

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LAURA BOLDRINI (ore 14,30)

PRESIDENTE. Procedo dando la parola all’onorevole Sandra Zampa per dichiarazione di voto. Invito i colleghi, se è possibile, ad evitare di parlare ad alta voce e disturbare l’oratore che intende intervenire. Prego, onorevole Zampa.

Seduta n. 121 di mar. 19 nov. 2013 – celebrazione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza from Sandra Zampa on Vimeo.

SANDRA ZAMPA. Signor Presidente, mi piacerebbe molto che riuscissimo a fare capire ai colleghi la solennità di questa giornata.

PRESIDENTE. Il tema merita attenzione.

SANDRA ZAMPA. È una giornata importante, colleghi, anche se capisco che ognuno di noi ritiene che ciò di cui si sta occupando sia la cosa più importante. Ma è importante perché noi oggi anticipiamo la celebrazione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e la anticipiamo in questa Aula, fatto abbastanza raro.

Non solo, la anticipiamo affrontando in questa Aula un tema che troppo raramente qui arriva e, cioè, il rapporto tra noi e il nostro futuro, che cosa sono i bambini, le bambine, gli adolescenti, che cosa rappresentano per il legislatore e per il Governo, cioè per questo Paese.

Ecco, ringrazio anche il rappresentante del Governo, che è qui, e ringrazio tutti voi…

PRESIDENTE. Se potesse vederla… Colleghi ! Grazie.

SANDRA ZAMPA. Ringrazio il rappresentante del Governo, al quale ribadisco che noi accettiamo la riformulazione così com’è è stata proposta. Voglio ricordare molto brevemente che 2 milioni di bambini e adolescenti tra 0 e 17 anni vivono in Italia in condizioni di povertà relativa; rappresentano, dunque, il 15,9 per cento del totale delle persone di età minore a vivere in una condizione che noi non dovremmo accettare che possa esistere.

Questi bambini non possono avere servizi o attività ritenute normali, come per esempio semplicemente avere tre pasti al giorno. Dobbiamo seriamente riflettere sui dati che questa mattina abbiamo ascoltato e che io non voglio ripetere nuovamente. Ne abbiamo sentiti molti, ci deve bastare la sostanza. E la sostanza oggi per noi è che proprio un anno fa ci siamo trovati in questa Aula, il 20 novembre – l’anno scorso lo facemmo il 20 novembre – a votare una mozione sull’infanzia che illustrava, punto per punto, le condizioni dei minori nel nostro Paese.

Anche allora, da questi banchi, signor rappresentante del Governo, anche allora denunciammo una condizione assolutamente inaccettabile dei bambini e delle bambine e degli adolescenti italiani. Eppure ben poco è cambiato dallo scorso anno.

Con sconcerto abbiamo appreso, dalla prima lettura del disegno di legge di stabilità, ora in discussione al Senato, che sono previsti tagli alle già scarsissime risorse destinate all’infanzia dalla legge n. 285 del 1997, pur essendosi, come è immaginabile, enormemente aggravata la situazione sotto il peso della crisi infinita della nostra economia.

 

 

SANDRA ZAMPA. Ebbene, che cosa chiediamo con questa mozione ? Che si dia finalmente un segnale, un’inversione di tendenza. Diventare adulti senza un accudimento, senza punti di riferimento certi e solidi può produrre una progressiva perdita di identità.

Quindi, dovremmo fare un lunghissimo elenco, di nuovo, che lei però ha già sentito, delle povertà materiali e immateriali che patiscono i nostri bambini e i nostri ragazzi, quelli più giovani.

Vorrei dunque dire in conclusione che, pur essendo lungo il cahiers de doléances che è stato presentato e che dovremo ripetere su tutte le insufficienze, a partire dai nostri bambini, dalla scuola, che davvero è stata troppo impoverita e che è la prima vera opportunità che viene data a un bambino perché possa avere una vita diversa, dalle insufficienze rispetto ai bambini nati da genitori stranieri che non hanno ancora la cittadinanza, a quelle sui minori stranieri che sono diventate gravi, oggi noi, votando questa mozione, facciamo una cosa concreta e importante per la nostra infanzia e la nostra adolescenza.

Vorrei dunque invitare lei, signor rappresentante del Governo, a riflettere su un punto: se noi fossimo capaci da qui e se voi foste capaci dal vostro «palazzo» di fare arrivare alle famiglie italiane e agli italiani, ma soprattutto a quelli che ancora non sono cittadini adulti, ma sono destinati a diventare il nostro futuro, i nostri cittadini di domani, un segnale che dica loro che lo Stato gli è vicino, pensi come potrebbe cambiare la relazione tra il «palazzo» e la società che ci circonda.

Se noi davvero riuscissimo, con un grande investimento, quello che io e tutti noi abbiamo giudicato necessario, un grande investimento su di loro, a dire loro «guardate, lo Stato vi è vicino, vi assiste oggi che siete giovani e vi garantisce di poter crescere in armonia e secondo i vostri talenti, di poterli sviluppare», quali cittadini diversi ci troveremmo domani ? Quale relazione diversa fonderemmo in una società pensata così, che si è sentita vicina a chi finalmente dice loro: io ti assicurerò un futuro e te lo dimostro oggi, oggi che tu non puoi votare. Quale Stato diverso e quale rapporto diverso costruiremmo tra noi, queste istituzioni sempre più lontane purtroppo dalla società italiana, e loro che domani prenderanno il nostro posto.

Per questo io chiedo di votare convintamente questa mozione, pur come vi dicevo nelle inadeguatezze che ancora anche questa mozione presenta. Certo non risponde al problema, tuttavia è un primo passo concreto, che noi portiamo a casa grazie alla determinazione e alla certezza che investire sull’infanzia significa investire sul futuro di questo Paese (Applausi).

 

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