Per vincere non basta cambiare leader: serve un partito e un progetto

Articolo di Sandra Zampa su “Il Corriere della Sera” di Bologna del 26 luglio 2013

Anche se porto a casa un voto insufficiente ringrazio Sofia Ventura per aver corretto con tanto impegno il mio compito in classe sul PD e la leadership.

Le sue parole mi offrono l’occasione per una brevissima riflessione sul tema. Non dimentico affatto- come Ventura mi rimprovera di fare- che il PD, che “così com’é non mi piace“, è stato guidato per quattro anni da Bersani da me sostenuto. Lo ricordo benissimo e non avverto alcun senso di contrizione per aver scelto di sostenerlo come migliaia di altri militanti democratici. Nelle condizioni di allora tornerei a fare lo stesso perché la storia ha le sue ragioni e non si fa con i “se”.

Ricordo invece a Ventura che le primarie tra Renzi e Bersani riguardarono la presidenza del Consiglio e non la segreteria del partito. Resta comunque tutto da dimostrare che con Renzi avremmo vinto le elezioni e credo che, come in tutte le partite, si vince o si perde per qualche ragione: Renzi ha convinto meno di Bersani (almeno me) perché non è stato capace di spiegare quale fosse il suo progetto di governo per l’Italia e la sua idea di Paese.

Quanto alla leadership non penso che basti cambiare per vincere. Sono convinta (e come potrebbe essere il contrario?) che il leader sia un elemento decisivo per il successo di un progetto. Ma credo appunto che non basti (vedi il caso di Fini, neppure eletto, che Ventura conosce certamente bene). Oltre alla leadership serve un progetto e un partito o una coalizione credibile e coerente.

Sul versante del partito una responsabilità vera assegno a Bersani (e a tutto il gruppo dirigente che mai si è distinto nelle decisioni):  non essersi impegnato davvero a cambiare il PD smantellando il sistema di correnti organizzate in gruppi di potere e poco più, ma di averlo gestito nella convinzione di riuscire a controllare le dinamiche. Un’illusione andata in frantumi con il voto sul Quirinale quando una parte dei nostri grandi elettori ha votato contro Prodi anche per eliminare il segretario. Segno tangibile che un partito ridotto così non può piacere. E questo vale per tanti non solo per me. Un’ottima ragione per impegnarsi per il cambiamento.

Sandra Zampa (parlamentare PD)

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abc last lug 25, 2013 Categorie: Media ,Sui mass media
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Una replica a “Per vincere non basta cambiare leader: serve un partito e un progetto”

  1. Salvatore45 scrive:

    Questo P.D. non piace neppure a me.
    Come nello sport tanti campioni non fanno spesso una squadra ed un modulo di gioco (non “giuoco”). Un saluto. Salvatore

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