Nessun passo indietro sulla 194: potenzieremo la rete dei consultori

consultori“Medici obiettori? Pronti a rafforzare anche i consultori”

Intervista di Lucilla Vazza a Sandra Zampa su Il Messaggero del 09 agosto 2020

“Dobbiamo dire una cosa fondamentale, l’interruzione volontaria di gravidanza non è mai una scelta facile e le donne non vanno lasciate sole, l’aborto farmacologico ha le stesse garanzie di tutela della salute di quello chirurgico e segue lo stesso percorso nelle strutture del Servizio sanitario. Ma in un Paese in cui l’obiezione di coscienza di medici e sanitari raggiunge picchi straordinari, ineguagliabili, non si può rendere altrettanto difficile, anzi anche più punitivo, il percorso per quello farmacologico: mantenere il ricovero dei tre giorni è solo una scelta ideologica, non supportata da evidenza scientifica. Da oggi ci allineiamo ai Paesi più avanzati dell’Ue e tuteliamo ancora di più la salute e la dignità delle donne”. E’ chiarissima la posizione della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa.

Due mesi fa ha criticato duramente la delibera Tesei. Cos’ ha provato quando ha letto l’aggiornamento del Css sull’aborto farmacologico?

“Il mio sentimento è quello che si prova davanti a un atto di saggia giustizia. Ho criticato duramente la presidente Tesei perché la sua era stata una scelta puramente ideologica e non di evidenze scientifiche a tutela della donna. Non si capisce perché c’è chi vuole dare alle donne una punizione in più”.

Quindi un passo in avanti proprio grazie alla mossa dell’Umbria?

” Ha accelerato un cambiamento necessario, perché ha sollecitato il ministro Speranza, che ha sempre dimostrato nei fatti di essere dalla parte delle donne, a chiedere rapidamente il parere del Css, che ricordiamolo, è il più alto organo di consulenza tecnico-scientifico a disposizione del ministro. Se c’è una cosa che non si può piegare alle ragioni dell’ideologia è la salute. Le evidenze scientifiche basate su oltre un decennio di studi e analisi ci dicevano che la direzione da prendere era tutt’ altra rispetto a quella della presidente dell’Umbria. È la strada da seguire, come già avviene nei paesi più avanzati d’Europa. Per fortuna da quando esiste la legge 194 i numeri degli aborti sono in calo, non dobbiamo fare passi indietro e aiutare le donne che si trovano a fare una scelta non facile, spesso drammatica, a cui serve aiuto e non complicazioni ulteriori”.

In Italia l’obiezione di coscienza nel servizio pubblico è in media del 70% con punte del 90, una scelta che riguarda anche i farmacisti che non vendono la pillola del giorno dopo. Lavorerete per cambiare questa situazione?

“È importante che come ministero ci attiviamo ancora di più, potenzieremo la rete dei consultori, da anni a corto di risorse. In questi mesi di pandemia ci sono arrivate molte segnalazioni di difficoltà per ottenere l’Ivg, anche se abbiamo precisato fin dall’inizio che era una prestazione indifferibile, che non si poteva sospendere né rinviare. Per questo è fondamentale aver aggiornato le linee guida sull’aborto farmacologico sulla base di un parere tecnico, dopo la presentazione in Parlamento della relazione annuale sull’Ivg”.

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