Il governo ha seguito le indicazioni degli esperti – Usiamo subito i soldi del MES

chiusureSandra Zampa: “Abbiamo seguito gli esperti, ora usiamo i soldi del Mes”
Sottosegretario alla Salute: «Ogni categoria ha ragione a protestare, ma se perdessimo altro tempo potremmo compromettere il futuro del Paese per sempre»

Intervista di Fabio Martini a Sandra Zampa su La Stampa del 26 ottobre 2020

ROMA. A poche ore all’ennesimo Dpcm, il più criticato di tutti, la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa – da otto mesi nella “squadra stretta” del governo sul fronte Covid – racconta il passaggio decisivo che ha portato alla decisione più sofferta degli ultimi tempi: «Si è discusso, come sempre, ma stavolta avevamo un’urgenza enorme e alla fine è stata adottata la linea di rigore caldeggiata dagli scienziati». E rispetto alle critiche che piovono dal mondo del commercio e della cultura, Zampa concede: «Ognuna delle categorie che protesta ha una ragione, ma oggi siamo in lotta contro il tempo. Il governo sa che se ne perdessimo altro, non solo non ci potrebbe essere perdonato, ma metterebbe in discussione anche il loro futuro compromettendolo forse per sempre. Non c’è economia senza salute».

Le critiche stavolta sono più risentite di altre volte: il vostro decisionismo si esercita solo nel divieto?

«Lo scopo di questo provvedimento è abbattere nell’arco di un mese la curva dei contagi. Abbiamo dovuto assumere il decreto con un’urgenza enorme perché se c’è una lezione che abbiamo imparato, è questa: non devi concedere un minuto di tempo al virus, che corre con un’accelerazione spaventosa. Dobbiamo correre più in fretta. È il modello sperimentato dai cinesi, che hanno assalito anche piccolissimi focolai con un fuoco enorme».

Dentro il governo si sono confrontate per giorni due linee: ha prevalso quella più radicale, portata avanti dal Pd e dal ministro della Salute Speranza?

«Alla fine è stata adottata la linea indicata dagli scienziati. Erano partiti appelli da parte del Presidente della Repubblica, da parte di un gruppo qualificato di cento scienziati e non solo da loro. La massima precauzione è un principio superiore al quale devi ispirare ogni tua decisione. Si poteva fare un po’ meno o un po’ di più. Si è salvata la scuola, salvaguardando quel bisogno di istruzione, di vita sociale che si apprende nella prima parte della vita. Si è messo in salvo l’essenziale. Un po’ come quando devi abbandonare di corsa la casa e devi portare con te le cose più importanti».

Un mese di blocco quasi totale: un termine convenzionale o corrisponde a un calcolo scientifico?

«Fra un mese dobbiamo fare in modo che diminuisca il numero dei contagiati, anche se dobbiamo sapere che nei prossimi giorni aumenteranno. La medicina non è una scienza esatta ma il governo decide in base a indicazioni che gli vengono dagli studiosi. Ci sono state simulazioni, proiezioni, studi fatti dall’Istituto superiore di Sanità, dalla Fondazione Bruno Kessler, elaborazioni sulla saturazione dei territori, sulle terapie intensive e sulla capacità del sistema di poter continuare a svolgere un servizio per chi ha altre patologie. Ma è come quando ti affidi a un medico; devi aver fiducia che stia suggerendo la cura giusta».

Le categorie colpite temono il peggio…

«Ognuna di queste categorie ha ragioni che sono risuonate nelle stanze della politica e hanno lambito quelle della scienza. L’Italia è l’unico paese che per ogni settore economico ha emanato linee-guida per riprendere le proprie attività. Non è bastato. Alla rabbia di tanti il governo deve dare una risposta. C’è un impegno del presidente Conte: sarà una risposta rapida efficace. Per chi chiude un’attività culturale o ricreativa, dovrà esserci un ristoro totale».

La rinuncia al Mes col passare dei giorni rischia di trasformarsi in un atto d’accusa, non trova?

«Dobbiamo mettere in circolazione subito quei soldi anche perché si potrebbero usare subito. Senza dimenticare un dato essenziale: anche l’investimento nella sanità “produce”, perché fare interventi sul biomedicale, sui posti di lavoro, sugli ospedali da rimodernare, sulla farmacologia sulla ricerca mette in movimento risorse. Dobbiamo riaprire una riflessione. Urgentemente».

Perché non si potrà andare al cinema e invece si potrà continuare ad andare a messa? Un pregiudizio favorevole alla Chiesa cattolica?

«L’accesso alla funzione religiosa non avviene solo per la religione cattolica, credo si sia riconosciuta la possibilità di andare a messa o ricevere in qualche modo i sacramenti, come salvaguardia di una libertà fondamentale, tra l’altro con protocolli rigidissimi e rispettati. Voglio ricordare che le relazioni con la Chiesa sono regolate da Costituzione e Concordato così come ci sono intese tra Stato ed altre religioni».

 

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abc last ott 26, 2020 Categorie: Media ,Sui mass media
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