Scaramuzzino: «la legge Zampa incentiva una spinta personale»

«Così, dopo la pensione, riparto dal basso con umiltà»
L’ ex assessore Scaramuzzino ha da poco lasciato la magistratura e ora sta facendo il corso: «Tutti possiamo fare la nostra parte»

Articolo sul Corriere di Bologna del 14 aprile 2018

Lì in mezzo, tra chi sta facendo il corso per tutore volontario di bambini e ragazzini stranieri soli, c’ è anche lei, una vita interamente dedicata, seppure da diverse posizioni, ai minori. E adesso che ha lasciato la magistratura ed è andata in pensione, Adriana Scaramuzzino, che ha anche offerto il suo aiuto volontario all’ ufficio della garante dei minori, ha scelto di continuare ad occuparsi di ragazzini in difficoltà. Ripartendo dal basso, allo stesso livello di tutti i volontari che si stanno formando adesso a Bologna. Ex assessore ai Servizi sociali della giunta Cofferati, ruolo a cui si dedicò mettendo temporaneamente in stand-by il suo lavoro da giudice tutelare, Scaramuzzino, 66 anni, nel gennaio del 2009 lasciò la poltrona forse più scomoda di Palazzo d’ Accursio ancora prima che si fosse concluso il mandato del sindaco «sceriffo». Lei, donna dell’ accoglienza, lui, il sindaco degli sgomberi: un rapporto complicato sfociato nell’ addio di Scaramuzzino alla giunta per andare in Corte d’ appello a Firenze. Nel dicembre del 2017 è arrivata la pensione.

Scaramuzzino, tempo qualche mese dalla pensione e si è già rimessa in gioco per occuparsi, non a caso, di minori. Il motivo della sua scelta?

«Sono andata in pensione il 30 dicembre scorso e ho deciso di offrirmi come tutore di minori soli perché anch’ io, come tutti immagino, mi sono resa conto della presenza di questi ragazzi in giro per la città. Mi sono chiesta: ma chi se ne prende cura di questi ragazzi? Quali opportunità hanno davvero di conoscere la nostra realtà?».

E quali opportunità può trarre, invece, il territorio da questi ragazzi?

«Se si riflette su quanti pochi giovani ci sono in questo Paese che invecchia sempre di più, si arriva anche a pensare al potenziale di energie ancora inespresse rappresentato da questi minori soli sul nostro territorio. Il rischio, se questo potenziale non viene bene incanalato, è che venga compromesso. Se non si fa qualcosa, il processo di integrazione non viene solo ritardato, ma anche fortemente danneggiato. Tutti possiamo fare la nostra parte, soprattutto nel passaggio più critico, per questi ragazzini, dalla minore alla maggiore età. E poi non possiamo pensare di delegare ogni cosa al pubblico: persone con competenze, conoscenze, disponibilità, adesso possono essere di grande aiuto».

Lei, esperta di normative e di minori, che segue un corso di formazione insieme agli altri cittadini. Come sta vivendo questa esperienza, Scaramuzzino?

«Sto facendo il corso esattamente come tutti gli altri. Sto partendo dal basso con umiltà senza la presunzione di sapere tutto. Anche perché gli adolescenti con cui ho avuto a che fare per lavoro quando ero in magistratura sono diversi da quelli arrivati qui con un barcone e senza nessuno.

Ma proprio per la storia diversa che questi ragazzi hanno rispetto ai nostri adolescenti, è necessario garantire loro un supporto. Una volta andata in pensione, proprio perché la legge Zampa incentiva una spinta personale da parte dei singoli cittadini, mi sono detta che, visto che ero libera da altri impegni, tenere compagnia a un ragazzo solo nelle lunghe file negli uffici, male non mi avrebbe fatto».

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abc last apr 14, 2018 Categorie: Media ,Dai mass media
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