Dall’Emilia un segnale forte: alle donne il 42-43% dei seggi PD

Quote rosa ok ma si poteva arrivare al 50%
Dall’emilia un segnale forte

5 domande a“.  Intervista a Sandra Zampa su L’Unità del 19 dicembre 2012

“Mi aspetto che si arrivi almeno al 42-43% delle quote rosa. E’ un passo avanti che va fatto e la nostra regione deve dare l’esempio”. Sandra Zampa, da sempre vicina al ex premier Romano Prodi, si presenta alle primarie per i parlamentari a Bologna da deputata uscente del Pd. In questi anni si è impegnata in Parlamento su vari fronti, e in questi giorni si è battuta per dare alle donne più spazio all’interno delle liste.

Zampa, è contenta del risultato raggiunto dalle donne del Pd all’interno del Coordinamento nazionale che ha stabilito le regole per le primarie dei parlamenti?

“Sì. Assolutamente. Abbiamo proposto un emendamento che stablisce che ogni regione dovrà incrementare la percentuale di quote rosa rispetto a quelle delle politiche del 2008, avendo come obbiettivo il raggiungimento del 40% (cioè del rispetto della norma anti-discriminatoria, ndr). L’emendamento è stato accolto: mi sembra un segnale di notevole maturità politica da parte del nostro partito”.

Lei si candida in Emilia Romagna dove le donne, nelle elezioni del 2008, avevano già raggiunto un 38% di seggi…

“Proprio per questo motivo mi aspetto molto di più dalla mia regione. Dobbiamo arrivare almeno ad un 42-43%. E’ un passo avanti necessario per il raggiungimento della parità di genere”.

Quanti seggi riusciranno ad ottenere le donne, secondo lei, a Bologna?

“Secondo me, sui sette, otto seggi che andranno a Bologna, le candidate riusciranno ad aggiudicarsene, con ogni probabilità, tre. Il quarto lo vedo più difficile”.

Non si poteva arrivare a delle quote rosa del 50%?

“Sì. Si poteva. Se fosse stata imposta la doppia preferenza obbligatoria per l’elettore. Ma l’ipotesi è stata scartata e non perchè sia illegale perchè, ad esempio, in Campania c’è una legge che lo prevede. Per fortuna, almeno, è stata bocciata la proposta della terza preferenza da indicare oltre al voto ad un uomo o a una donna. Era una proposta – fatta da una parte del Pd – che avrebbe affossato completamente il voto alle donne e le avrebbe messe in una condizione di assoluta disparità rispetto ai candidati uomini. In più, a Bologna, la situazione è ancora più difficile”.

Per quale motivo?

“Perché i candidati che si stanno proponendo per correre alle primarie sono davvero tanti, quindi ci sarà una massiccia dispersione del voto degli elettori”.

 

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