Contributo all’ incontro organizzato da LegaCoop Bologna: “Cittadinanza e Cooperazione”

lug 18, 2008 Categorie: Territorio ,Sul territorio
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LegacoopContributo all’ incontro organizzato da LegaCoop Bologna:

Cittadinanza e Cooperazione : sviluppo contro le mafie”

La diffusione della cultura della legalità è uno strumento di crescita irrinunciabile per lo sviluppo economico dei territori e dell’intero sistema Paese. Legalità e sicurezza, sviluppo economico e gestione del territorio sono bisogni e attese con i quali i nostri amministratori, così come le forze produttive, si trovano a fare i conti ogni giorno.

Davvero insostenibile è il peso dell’economia sommersa, quella del ricatto mafioso e criminale contro cui e’ necessario combattere per liberare le energie positive di cittadini ed imprese, per ridare al Paese fiducia nel proprio futuro.

Tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, l’Italia e’ quello a più alto tasso di illegalità nell’ambito dell’economia. Le stime più ottimiste parlano di attività economiche sommerse di valore pari ad almeno il 15% del PIL ufficiale. Il peso dell’illegalità economica è costituito da almeno tre milioni di rapporti di lavoro irregolari, alimenta evasione fiscale e contributiva per decine di miliardi di Euro, produce pesanti distorsioni della concorrenza e del regolare funzionamento dei mercati, mina alla base la fiducia sociale.

Su questo ultimo punto intendo svolgere la mia riflessione di oggi.

Se non riusciremo, soprattutto presso le giovani generazioni,  a diffondere più capillarmente la cultura della legalità, a far comprendere che la lotta alla criminalità è una battaglia a favore della crescita e dello sviluppo economico e culturale delle nostre città, delle regioni e di tutto il Paese, se non sapremo insomma far crescere il “bisogno” di legalità nei cittadini, non riusciremo a realizzare compiutamente un Paese moderno ed europeo. Se non sapremo convincere i nostri giovani che chi opera illegalmente sfruttando condizioni di povertà e di debolezza, evadendo il fisco ai danni della collettività, non è un esempio da seguire ma da condannare e isolare, non realizzeremo una società solidale.
Illegalità e sicurezza sono due temi cari alla destra, usati troppo spesso per suscitare e alimentare paura e insicurezza. L’uso strumentale che la destra ha fatto del problema della sicurezza in campagna elettorale e le prime iniziative adottate dal governo, dal decreto “salva premier” fino all’aberrante ordinanza che consente di schedare i bambini di etnia Rom attraverso le impronte digitali, non solo hanno suscitato il  più che giustificato allarme in Europa, così come presso le organizzazioni mondiali come l’Unicef  e il mondo cattolico, con la Caritas e la Cei, quel che  peggio è che questi provvedimenti non  contribuiranno affatto a risolvere l’insicurezza dei nostri territori e non aiuteranno il necessario processo di integrazione tra le nostre comunità e i cittadini extracomunitari. Gravissimo è il ritardo con cui l’Italia sta affrontando l’inevitabile processo di integrazione dei lavoratori extracomunitari con il rischio di creare e alimentare sacche di emarginazione sociale sempre più estese,  facile preda della micro criminalità, del lavoro nero, senza tutele e senza dignità.

E il ritardo sul piano culturale e nella prospettiva della realizzazione di una convivenza pacifica appare ancora più grave.

La natura “ad personam ” poi dei provvedimenti del governo alimentano, e lo dico con preoccupazione soprattutto nei confronti dei nostri giovani, la dannosissima mentalità dell’interesse personale che prevale su quello della collettività.

La sinistra deve saper proporre una nuova e moderna prospettiva. Vanno rintracciati tutti i modi possibili per far comprendere ai cittadini che ronde, cacce all’uomo e provvedimenti di sapore razziale non sono la risposta al problema. Dobbiamo invece impegnarci a diffondere la consapevolezza che nel rispetto delle regole che ci siamo democraticamente dati, delle Istituzioni nazionali ed europee che vigilano sulla vita democratica delle nostre comunità, nel rispetto delle altre culture e nell’integrazione ci sono tutti i presupposti per lo sviluppo, il rilancio economico e la crescita culturale di cui l’Italia ha bisogno.

La nostra Regione ha saputo esprimere un modello di sviluppo economico e di solidarietà sociale che ci ha consentito di essere una delle realtà a più alto tasso di crescita economica del Paese.

Grande è stato il contributo reso dall’esperienza cooperativa. E’ su questo terreno che dobbiamo rintracciare i modi e i contenuti con i quali rivolgerci ai giovani per proporre loro non solo miraggi di facili successi economici, poco importa se realizzati in modo non trasparente. Per far maturare nelle più giovani coscienze la consapevolezza che il successo personale deve coniugarsi con l’impegno, il merito, i comportamenti corretti e trasparenti.
Il messaggio inviato dal Presidente Napolitano in occasione della Giornata Internazionale della Cooperazione, il 5 luglio scorso, promossa dall’ONU e dedicata alla lotta contro tutte le mafie, contro tutte le forme di illegalità non necessita di altri commenti: “Il movimento cooperativo, attento da sempre a valorizzare la dignità delle persone e a favorire la fattiva partecipazione dei soci alla vita dell’impresa, può offrire un contributo prezioso per riuscire a coniugare la difesa della legalità all’impegno di assicurare, in ogni regione del mondo, crescita e progresso economici e sociali.”

Chiudo con un pensiero di Carlo Azeglio Ciampi, che rivolgendosi proprio ai giovani di questa città si espresse così:
“L’educazione civica è completa solo se si compone di due elementi distinti:
-La conoscenza della Costituzione italiana, delle istituzioni, da approfondire non solo come un testo giuridico, ma anche come frutto di una storia concreta, fatta di idee, di azioni, di passioni.

-La sperimentazione di un vivere civile ispirato a cooperazione e solidarietà. Questo secondo pilastro, etico, dell’educazione civica si basa sul motto kennediano “un po’ più di noi, un po’ meno di io”. Il primo pilastro si basa sull’amore per l’Italia, sull’attaccamento alla Nazione.”  

Cooperazione e solidarietà rappresentano ancora oggi i termini di una  risposta possibile.

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abc last lug 18, 2008 Categorie: Territorio ,Sul territorio
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