I minori stanieri in Italia: profili normativi e aspetti critici di una accoglienza problematica

mar 13, 2009 Categorie: Media ,Sui mass media
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di tutti i colori

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articolo di Sandra Zampa su EuropaNews di marzo 2009

Sono sempre più numerosi i minori stranieri non accompagnati che arrivano nel nostro paese e che sono costretti a lasciare i loro paesi di origine per fame, guerra povertà, o per motivi etnici, politici, e religiosi. Secondo i dati del Ministero dell’Interno sono 7.797 i minori stranieri non accompagnati giunti in Italia nel 2008 e rappresentano uno dei più delicati aspetti del fenomeno migratorio.

Le principali aree di provenienza dei minori sono rappresentate dall’Africa settentrionale ed occidentale, e maggiormente coinvolte dal fenomeno sono l’isola di Lampedusa, la provincia di Agrigento e, più in generale, il territorio siciliano. Proprio in seguito all’indagine conoscitiva disposta dalla Commissione parlamentare infanzia sui minori stranieri non accompagnati, sono emerse forti criticità sia per quanto riguarda l’accoglienza sia per i concreti rischi di devianza dei minori: in quanto soli si trovano esposti a molteplici rischi di abuso, violenza e sfruttamento. Per questo motivo la fase della prima accoglienza, ovvero il momento dell’identificazione e della presa in carico, assumono un’importanza cruciale al fine di tutelare e promuovere i diritti di tali minori, nonché di identificare una soluzione di lungo periodo che permetta la realizzazione del loro superiore interesse.

La normativa italiana prevede che i minori non possano essere soggetti ad espulsione né a misure di trattenimento presso i centri per immigrati, ad eccezione nel caso in cui risultino accompagnati da un genitore o qualora vengano erroneamente identificati e registrati come maggiorenni all’arrivo.

Il nostro Paese è carente di procedure omogenee e standardizzate in grado di accertare l’età dei minori migranti, e non vi sono disposizioni atte a garantire il rispetto dei diritti dei minori prima, durante e dopo l’accertamento medesimo. Il nodo del problema è la mancanza di un efficace coordinamento tra i soggetti istituzionali che sono a vario titolo incaricati dell’accoglienza dei minori sia a livello nazionale che a livello locale: Ministero dell’Interno, Regioni e Comuni.

Il Ministero dell’Interno ha competenza per la gestione delle politiche migratorie, ma non direttamente per l’accoglienza dei minori, che invece ricade nella competenza delle Regioni e dei Comuni. I fondi da assegnare ai progetti di accoglienza dei minori vengono stanziati dalle Regioni sulla base della loro presenza su un dato territorio come segnalate da ciascun Comune senza tener conto del numero degli arrivi, che sarebbero invece prevedibili sulla base dei dati in possesso del Ministero dell’Interno. Oggi il sistema di accoglienza è dunque sotto-dimensionato rispetto alle reali esigenze e non dispone delle risorse necessarie a garantire standard e servizi conformi a quelli previsti dalla normativa nazionale. Di conseguenza molti minori stranieri non accompagnati subiscono una pregiudiziale violazione del loro diritto alla protezione, a causa della mancanza di adeguate strutture di accoglienza, comunque non in linea con gli standard minimi derivanti dalle norme di diritto internazionale e nazionale in materia di infanzia e adolescenza.

Dall’Europa sono in arrivo per il nostro Paese 71 milioni di euro del Fondo Rimpatri e 96 milioni del Fondo per l’Integrazione per il periodo 2007 – 2013. L’Italia ha scelto di attuare tutte e quattro le priorità strategiche del Fondo Ue per i rimpatri: sviluppo di un approccio strategico per la loro gestione ; cooperazione tra gli Stati Ue; strumenti innovativi e sostegno alle norme e alle migliori pratiche comunitarie. Mi auguro che attraverso l’utilizzo di questi fondi, come auspicato anche dal Ministro degli Esteri Franco Frattini, in audizione in Commissione Bicamerale Infanzia, si riescano ad attivare progetti e politiche di accoglienza adeguate per i minori stranieri non accompagnati, in modo da allinearci agli standard degli altri Paesi europei, avendo come linea guida l’interesse superiore del minore come recita l’articolo 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo.

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abc last mar 13, 2009 Categorie: Media ,Sui mass media
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