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	<title>Commenti a: Non ci fermeranno: il cambiamento in atto travolgerà i franchi tiratori e le loro sicurezze</title>
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	<description>Il futuro ha radici antiche</description>
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		<title>Di: Andrea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 20:07:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra i retroscena giornalistici si dice che Lei abbia pronunciato la seguente frase: &quot;a questo punto non so più se starci&quot; inteso nel pd. Detta o pensata, questa frase, comprensibile in un momento come questo, non lo faccia. Soprattutto per quegli elettori del pd che stanno vivendo questa fase della vita politica una sorta di ripiegamento, direi un senso di generale disgusto verso l&#039;ipocrisia delle scelte secretate ma soprattutto di quelle palesi. Il disarcionamento di Letta fatto in maniera meschina e crudele, un governo cortigiano con persone di scarsa esperienza salvo rare eccezioni (esteri, difesa, economia), posizioni di sottogoverno imbarazzanti che dimostrano il doppiopesismo sugli avvisi di garanzia, una proclamata discontinuità che non può che essere discontinuità da noi stessi dal momento che con le nostre idee e i nostri uomini noi abbiamo governato, un totale schiacciamento del dibattito nel partito su temi di rilevanza costituzionale a beneficio di un accordo blindato con Berlusconi che non era del tutto inevitabile. E ora questa campagna pubblicitaria deprimente nei consigli dei ministri dove si regalano i soldi pubblici aumentando il deficit (se questi soldi c&#039;erano erano allocchi i governi precedenti? O forse non ci sono se non a debito). Dal pd ci si aspetterebbe una politica economica e sociale un può più complessa e non solo fiscale.
C&#039;è bisogno ora più che mai che le persone di buona volontà del pd si armino di coraggio per mantenere alto e virile il livello del dibattito pubblico, per rompere questo appiattimento culturale che fa&#039; tanto forza italia. L&#039;urgenza di decidere non faccia retrocedere dalla necessità di fare le scelte migliori (la politica necessariamente lenta di Martinazzoli). Si vedono già i primi segni di egolatria. Facciamo sentire al presidente del consiglio l&#039;altezza del compito che evidentemente non avverte, pesiamo un&#039;idea di collettivo, coltiviamo la continuità più che le rotture che evocano sempre grandi aspettative: sulle spalle di uno solo sono sempre deluse. Buon lavoro!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i retroscena giornalistici si dice che Lei abbia pronunciato la seguente frase: &#8220;a questo punto non so più se starci&#8221; inteso nel pd. Detta o pensata, questa frase, comprensibile in un momento come questo, non lo faccia. Soprattutto per quegli elettori del pd che stanno vivendo questa fase della vita politica una sorta di ripiegamento, direi un senso di generale disgusto verso l&#8217;ipocrisia delle scelte secretate ma soprattutto di quelle palesi. Il disarcionamento di Letta fatto in maniera meschina e crudele, un governo cortigiano con persone di scarsa esperienza salvo rare eccezioni (esteri, difesa, economia), posizioni di sottogoverno imbarazzanti che dimostrano il doppiopesismo sugli avvisi di garanzia, una proclamata discontinuità che non può che essere discontinuità da noi stessi dal momento che con le nostre idee e i nostri uomini noi abbiamo governato, un totale schiacciamento del dibattito nel partito su temi di rilevanza costituzionale a beneficio di un accordo blindato con Berlusconi che non era del tutto inevitabile. E ora questa campagna pubblicitaria deprimente nei consigli dei ministri dove si regalano i soldi pubblici aumentando il deficit (se questi soldi c&#8217;erano erano allocchi i governi precedenti? O forse non ci sono se non a debito). Dal pd ci si aspetterebbe una politica economica e sociale un può più complessa e non solo fiscale.<br />
C&#8217;è bisogno ora più che mai che le persone di buona volontà del pd si armino di coraggio per mantenere alto e virile il livello del dibattito pubblico, per rompere questo appiattimento culturale che fa&#8217; tanto forza italia. L&#8217;urgenza di decidere non faccia retrocedere dalla necessità di fare le scelte migliori (la politica necessariamente lenta di Martinazzoli). Si vedono già i primi segni di egolatria. Facciamo sentire al presidente del consiglio l&#8217;altezza del compito che evidentemente non avverte, pesiamo un&#8217;idea di collettivo, coltiviamo la continuità più che le rotture che evocano sempre grandi aspettative: sulle spalle di uno solo sono sempre deluse. Buon lavoro!</p>
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