Nessuno potrà riferire cio’ che ha visto nel CIE, perché non avrà potuto vederlo

lug 28, 2011 Categorie: Media ,Sui mass media

Lettera di Sandra Zampa su La Repubblica di Bologna del 28 luglio 2011

Gradoni di cemento ricoperti da un materasso, panini sigillati nell’angolo di un ripiano, stanzoni squallidi, biancheria stesa ad asciugare, sbarre di massima sicurezza. A sorveglianza del luogo, nascosto allo sguardo della societa’, soldati in divisa da guerra costretti a svolgere funzione di carcerieri. Per chi vi e’ rinchiuso nulla da fare, per ore e ore, di giorni che non trascorrono mai.

Stanno in questa condizione le 37 donne e i 42 uomini stranieri rinchiusi nel Cie (centro per l’identificazione e l’espulsione) di via Mattei. Un luogo che i cittadini di Bologna non potranno mai vedere anche perche’ e’ stato tolta ai giornalisti la possibilita’ di farvi ingresso. Nessuno potra’ riferire cio’ che ha visto, perche’ non avra’ potuto vederlo.

Tra i nostri “privilegi” di parlamentari c’e’ invece anche quello di poter effettuare visite nelle carceri e nei Cie. La possibilita’ di disporre di elementi che aiutano a conoscere e comprendere e’ cosa di gran valore. In questa situazione che vede negato anche il diritto di informare, va vissuta come una grande responsabilita’.

Mentre lasciavo quel luogo cosi’ disperato, qualche giorno fa, mi sono data l’obiettivo di riuscire a trasmettere all’esterno il senso di quel che avevo visto e la disperazione delle donne e degli uomini incontrati. Più di tutto, più del disagio, dello squallore, della miseria, della solitudine cio’ che ferisce quelle persone e’ la perdita della speranza provocata dalla decisione del governo di prolungare fino a 18 mesi il periodo di trattenimento (gia’ esteso con il decreto sicurezza del 2009 a 6 mesi dai 60 giorni del governo Prodi). Una detenzione cieca che viola diritti garantiti dai trattati firmati dall’Italia, sfregia la Costituzione e ferisce quello spirito umanitario che tante volte ha reso grande il nostro Paese. Quella notizia dei 18 mesi e’ peggio di un lutto.

E’ una ossessione che spalanca le porte della disperazione. Tutti coloro che mi hanno rivolto la parola lo hanno fatto per chiedermi se era proprio vero, se c’e’ la speranza che ci ripensino e mi hanno chiesto: perche’? Perche’ si puo’ essere condannati a stare prigionieri per cio’ che si e’ (immigrato non in regola) e non per cio’ che si e’ fatto?

Non ho trovato parole per dare una spiegazione. Li ho solo potuti ascoltare. E in quella disperazione assurda ho raccolto la richiesta delle donne, quasi tutte giovanissime, di poter avere creme idratanti per confortarsi nella protezione del corpo. Per loro e’ un modo per sentirsi vive. Per noi un’occasione di solidarieta’ concreta. Tutti coloro che ne hanno voglia potranno aderire partecipando alla lotteria che si terra’, con la regia esperta di Maurizio Cevenini e la collaborazione di Daniela Vannini (responsabile diritti Pd bolognese) alla Festa dell’Unita’ di Argelato (Villa Beatrice) domenica 31 luglio alle 22.

On. Sandra Zampa


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